[DallaRete] Expo, per il Consiglio di Stato la Maltauro delle tangenti può continuare a lavorare

 

Milano, Inaugurata, la piattaforma Expo GateL’azienda finita al centro dell’inchiesta sulla “cupola” degli appalti potrà continuare a lavorare nel cantiere di Expo 2015.
Resta alla vicentina Maltauro l’appalto per la costruzione delle Architetture di servizio del sito (bar, ristoranti, servizi), il Consiglio di Stato ha infatti accolto in via cautelativa il ricorso di Expo contro la sentenza del Tar lombardo che aveva annullato la gara. Il Tar aveva dato ragione all’azienda arriva seconda, ora il Consiglio di Stato ribalta quella sentenza.
L’appalto per le Architetture di servizio è quello commissariato finanziariamente su richiesta del commissario anticorruzione Raffaele Cantone dopo l’ammissione dell’ex amministratore delegato Enrico Maltauro di aver pagato tangenti per lavorare con Expo.

La vicenda la ricorderete: Maltauro è stato arrestato l’8 Maggio scorso insieme ad altre sei persone, quella che i magistrati milanesi hanno definito una “associazione a delinquere” per pilotare gli appalti Expo. Ne facevano parte, oltre a Maltauro, anche l’ex capo dell’ufficio appalti di Expo Angelo Paris, l’uomo delle coop prosse Primo Greganti, l’ex dc Gianstefano Frigerio, l’ex senatore Pdl Luigi Grillo. Accusati a vario titolo, insieme ad altri venti indagati, di corruzione, turbativa d’asta, associazione per delinquere, violazione del segreto d’ufficio.
Enrico Maltauro durante gli interrogatori in carcere ha ammesso di aver pagato oltre 600 mila euro di tangenti, promettendone altrettanti. In tutto sarebbero girate mazzette per 2 milioni di euro.
Tra le gare truccate quella per le Architetture di Servizio, non la Via d’Acqua Sud, su cui i magistrati non hanno al momento contestato nulla. Entrambi gli appalti sono stati vinti da Maltauro, i lavori per il canale di Expo sono in questo momento rallentati per le proteste dei cittadini No Canal: si lavorerà solo fuori dai parchi, almeno fino a nuove comunicazioni ufficiali (l’assessore al verde Chiara Bisconti a Radio Popolare ha detto che i lavori nei parchi riprenderanno in autunno inoltrato).

Aver ammesso di aver pagato tangenti non è dunque motivo sufficiente per essere espulso dai cantieri di Expo 2015.

Ma cosa dice il Consiglio di Stato? Che “le pur gravissime ipotesi accusatorie formulate dalla Procura di Milano, non comportavano automaticamente l’invalidità della procedura e dell’aggiudicazione, legittimando soltanto la facoltà di risoluzione del contratto d’appalto da parte dell’Ente committente”. Scrive ancora il Consiglio di Stato che la società Expo si trovava di fronte a un bivio: rescindere il contratto d’appalto con Maltauro, con conseguente “irrecuperabile
ritardo nell’esecuzione dei lavori indispensabili per lo svolgimento di Expo 2015″ oppure oppure mantenere fermo il contratto, restando però esposta al rischio di essere condannata a pagare un risarcimento danni in favore dell’Impresa Perregrini, giunta seconda nella gara d’appalto.
In assenza di una condanna definitiva, il nodo è stato sciolto dal legislatore: commissariare gli appalti sotto indagine, non fermare i lavori, non compromettere lo svolgimento di Expo 2015. Per il Consiglio di Stato il commissariamento concilia “l’esigenza di portare avanti la realizzazione dell’opera pubblica Expo e la necessità di estromettere dalla gestione dell’impresa i presunti responsabili di illeciti”.
Fermo restando la facoltà dell’Ente appaltante, Expo Spa, di risolvere il contratto esponendosi a ricorsi da parte di Maltauro.
Cosa che Expo non ha fatto. L’emergenza costruita dal 2008 ad oggi consente questo ed altro: la deroga diventa regola, l’eccezione di oggi la consuetudine di domani.

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