[DallaRete] L’assemblea nazionale verso lo sciopero sociale del 14 Novembre

manifestoLe realtà che hanno indetto lo sciopero sociale del 14/11 si sono incontrate a Roma. Odg: organizzazione e sguardo al futuro.

Si è tenuta oggi (ieri) a Roma, nel “meraviglioso mondo di OZ”, Officine Zero, spazio riconquistato al sociale dove una volta c’era la fallita fabbrica Rsi (Rail Service Italia, ex Wagon List), l’assemblea nazionale in preparazione dello sciopero sociale del 14 Novembre.

All’incontro hanno partecipato circa 250 le persone, provenienti da tutta Italia, molte delle quali in qualità di portavoce dei numerosi laboratori sociali, almeno 60, che a livello nazionale si sono costituiti dopo lo Strike Meeting si Settembre. Una coalizione sociale che, partendo dal basso, si è posto l’obiettivo “di segnare una inversione di tendenza alla frammentazione e una decisa opposizione alla precarizzazione, alle forme di sotto- salario e di lavoro semigratuito, alla disoccupazione di massa istituzionalizzate dalle misure del governo Renzi e dai diktat della Bce”, nonchè “una piattaforma di lotta articolata e ricompositiva”.

Hanno portato la loro testimonianza di laboratori sociali numerosi città, tra cui Roma, Napoli, Milano, Padova, Firenze, Bari, Pisa, Bologna, Torino, Genova. Hanno raccontato come si stanno organizzando sui rispettivi territori nel prendere contatti con situazioni anche periferiche dove vivono lavoratori sfruttati ma in condizioni di quasi isolamento, per cercare di fare rete tra componenti sociali, studentesche, precari e disoccupati. Si è parlato anche di iniziative locali da organizzare sempre il 14 Novembre, per coloro che non potranno scioperare, perché sotto ricatto di contratti capestro, e della possibilità di un social strike utilizzando i social network.

La questione è stata affrontata anche a livello europeo, perché tale è il processo di riforma del mercato del lavoro, ed il Jobs Act in tal senso si rifà alla riforma tedesca. Da quello che è emerso nell’incontro e in base ai contatti europei costruiti dalla neonata coalizione sociale, il 14 novembre ci saranno iniziative di protesta anche in Francia, Belgio, Lisbona e Berlino contro il controllo del mercato del lavoro e della disoccupazione attuato dai jobs centre.

Anche la questione di genere ha preso il suo spazio con Marta, del Laboratorio romano sulle tematiche di genere, ricordando come la riforma del mercato del lavoro del governo Renzi che comprende non solo il Jobs Act ma anche il Ddl Poletti, non colpisce in forma neutra. Le prime vittime sono le donne, le prime ad essere licenziate in caso di crisi, e il salario delle donne è inferiore del 16,5% rispetto agli uomini. Per questo il 14 sarà sciopero anche dei/dai generi.

Michele, della Fiom, ha ricordato, se servisse, le drammatiche conseguenze del trasferimento delle fabbriche nei paesi dove la manodopera costa meno, e la conseguenze competizione tra operai.

Tra i sindacati di basi erano presenti Usi e Piero Bernocchi per la confederazione Cobas che ha precisato che il 14 Novembre è solo una prima grande prova generale ma oltre alla riuscita dello sciopero sociale di quel giorno, è importante lavora in prospettiva, guardare già al futuro, alla nascita di altri laboratori sociali e oltre. Ha proposto quindi la convocazione di un altro incontro nazionale per il prossimo 7 dicembre, proposta accettata dall’assemblea.

Sarà sciopero sociali, quindi, il 14 Novembre, uno sciopero di 24 ore che si svilupperà in diverse forme. “Sarà uno sciopero del lavoro dipendente e del lavoro precario, di quello autonomo e della formazione, sarà uno sciopero metropolitano, meticcio, digitale e dei/dai generi”

Per fermare il Jobs Act, per l’abolizione delle 46 forme contrattuali della legge 30, per un salario minimo europeo, per un reddito di base universale, per la redistribuzione di tutti i lavori quindi no all’accordo sul lavoro per Expo 2015, per l’estensione del diritto alla malattia e alla maternità, per la stabilizzazione delle e dei precari nella scuola, per la gratuità dell’istruzione, per un rilancio massiccio degli investimenti pubblici.

Tutte le info su www.scioperosociale.it

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