[DallaRete] Salafiti e islamisti verso la kurda Rojava

21desk2al-nusra-sottoSiria. Il piano turco per i miliziani fuori da Aleppo: fonti interne alle brigate Sultan Murad e a Ahrar al-Sham parlano di un trasferimento dei loro uomini ad al-Bab, la comunità target di “Scudo dell’Eufrate”.

L’evacuazione di Aleppo è quasi terminata: ieri il ministro degli Esteri russo Lavrov stimava un altro paio di giorni per completare l’operazione di trasferimento dei gruppi armati che hanno aderito alla tregua della scorsa settimana. Secondo fonti locali, sarebbero ancora 3mila i miliziani presenti insieme alle famiglie nei quartieri orientali. Portati via loro, Aleppo est sarà del tutto ripresa dal governo.

Una vittoria di Damasco, è stata definita, ma che va comunque contestualizzata. Dove sono diretti i gruppi islamisti e salafiti in uscita forzata dalla capitale del nord? Prima della tregua si contavano circa 10mila uomin armati anti-Assad in città, quasi tutti confluiti il primo dicembre sotto la neonata federazione Jaysh Halab, l’Esercito di Aleppo.

Dietro alla creazione del nuovo fronte sta Ahrar al-Sham, compagine salafita accolta con tutti gli onori al negoziato sponsorizzato dalle Nazioni Unite a Ginevra dopo essere entrata a far parte un anno fa dell’Alto Comitato per i Negoziati, federazione delle opposizioni voluta e gestita dall’Arabia Saudita.

Dentro Jaysh Halab, ci sono i salafiti del Fronte del Levante e quelli di Jaysh al-Islam, unità dell’Esercito Libero Siriano (la 16° Divisione, la Divisione Settentrionale e la brigata Mountains Falcons), la divisione turkmena nazionalista Sultan Murad, gli islamisti di Harakat Nour al-Din al-Zenki e i sunniti islamisti dell’Esercito dei Mujahideen.

Fuori dalla federazione, ma parte di un fronte unico e coordinato che ha operato all’unisono nelle controffensive degli ultimi mesi, ci sono poi Jabhar Ansar al-Din (di cui fanno parte numerosi foreign fighter provenienti per lo più da Cecenia, paesi del Golfo e Marocco) e soprattutto Jabhat Fatah al-Sham, la temibile e potente ex al-Nusra dopo un processo di rebranding.

I primi 19mila evacuati, ha detto ieri l’Onu, sono già arrivati nella provincia nord-occidentale di Idlib, enclave jihadista controllata da tempo dai qaedisti dell’ex al-Nusra. Non tutti miliziani armati, buona parte di questi sono i familiari.
Altri, un numero ancora imprecisato, si sarebbero spostati verso Hama ed altri ancora verso il nord della Siria. E qua entra in gioco di prepotenza la Turchia: secondo fonti delle brigate Sultan Murad e di Ahrar al-Sham, molti dei loro miliziani saranno convogliati verso al-Bab, la comunità alla frontiera turca target attuale dell’operazione “Scudo dell’Eufrate” e strategica perché punto di rottura dell’unità dei cantoni kurdi di Rojava.

Sono diretti lì, aggiungono le fonti citate dal think tank al-Monitor, per unirsi alle azioni militari che da fine agosto la Turchia e l’Esercito Libero Siriano portano avanti in chiave anti-kurda. La guerra non è finita ad Aleppo.

di Chiara Cruciati (dal manifesto)

http://ilmanifesto.info/salafiti-e-islamisti-verso-la-kurda-rojava/

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