[News] Uniti contro la TOEM -⁠ contro le Opere Inutili per aumentare gli Utili.

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di Guglielmo Corradi

Dall’assemblea pubblica del 24 settembre 2015 tenutasi presso il Castello Visconteo di Abbiategrasso riparte la lotta alle Grandi Opere Inutili.

Come anticipato nelle scorse settimane, la ripresa dei colloqui per la realizzazione della TOEM significa la ripresa della mobilitazione popolare contro l’opera inutile. https://milanoinmovimento.com/territori/vigevano-malpensa-che-fine-ha-fatto-la-fantasia

Mentre i padiglioni di Expo cadono a pezzi per il mal tempo, e mentre l’organo stampa del pd- la Repubblica- certifica il fallimento della Brebemi e della TEEM (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2015/09/23/brebemi-ko-si-ferma-a-13200-auto-al-giornoMilano04.html?ref=search), ecco che si ripresenta il mostro della cementificazione indiscriminata tra Milano e Provincia.

La TOEM- Tangeziale Ovest Esterna Milanese- è il prossimo progetto di grande raccordo autostradale intorno al capoluogo della Lombardia. Un immenso progetto che nella sola sezione di Abbiategrasso e comuni limitrofi costerà 220 milioni di euro. E che taglierà a metà il parco agricolo sud, unico per la varietà paesaggistica e il secolare intervento agricolo umano, che ne ha arricchito il patrimonio di fauna e flora.

Ancora una volta Grandi Opere, cemento, auto e inquinamento.

Sono quattordici anni che i cittadini, le associazioni e i collettivi della provincia Sud-ovest di Milano propongono e invocano miglioramenti alla rete infrastrutturale e alla mobilità. Proposte che parlavano innanzitutto di razionalizzazione delle vie esistenti, manutenzione delle infrastrutture fatiscenti e abbandonate, potenziamento della rete ciclabile tra i comuni della cintura esterna, potenziamento della rete ferroviaria. Tutti interventi che costano meno della TOEM, ma su cui nessun amministratore o privato poteva speculare.

Progetti accantonati, dimenticati, promessi e mai compiuti.

E così, lo scorso giovedì, ad Abbiategrasso un’assemblea pubblica, aperta e composita ha rilanciato le mobilitazioni per fermare la superstrada. Tra i presenti, anche gli agricoltori del Parco Agricolo Sud: se il progetto partirà realmente, il danno sarà incalcolabile e le prime a pagarne le conseguenze saranno anche le aziende agricole del parco. Visionando le mappe del progetto, infatti, i fondi verranno frammentati, talvolta anche in più punti. Spesso, ad esempio, la TOEM si frapporrebbe tra le sedi delle aziende e i campi, rendendo impossibile le attività agricole. I lavori, poi distruggeranno la secolare rete di canali di irrigazione, costringendo l’acqua in canali e tombini artificiali, che renderanno il terreno difficile da coltivare.

L’ha spiegato bene Paolo – agricoltore capofila del gruppo di agricoltori che si oppongono alla TOEM – “tombini e canali di scolo vengono poi aggrediti dalle radici delle piante e alla lunga si otturano”. Questo implica che, se si rende impossibile per il terreno far defluire l’acqua, tra qualche anno potrebbero anche aumentare le esondazioni. Un problema tristemente noto nel Nord di Milano, dove ogni anno, spesso più volte all’anno, si parla di vasche di laminazione per il Seveso.

Queste ragioni, tuttavia, non sembrano essere degne di attenzione. Che valore ha l’opinione pubblica e che senso hanno le amministrazioni locali? Sanno ancora, o sapranno mai, governare nell’interesse collettivo, partendo dalle proposte della cittadinanza?

Come per la sorella orientale della TOEM, la TEEM, e come nel paradigmatico TAV, rimane invariato il dispositivo autoritario che cala dall’alto migliaia di metri cubi di infrastrutture, obsolete già in fase di progetto, e ammuffite nella concezione di mobilità che sottendono. Si parla ancora di auto, trasporto pesante su gomma, alta velocità. Poco importano la salute dei territori e i bisogni dei cittadini. Il tutto secondo uno stile di governo che è ormai norma per il PD e, come è stato affermato molto chiaramente giovedì per il caso specifico della TOEM, di cui sono responsabili soprattutto Renzi e il ministro alle infrastrutture Delrio. Tramite il CIPE e la Legge Obbiettivo diviene di interesse nazionale, e quindi non discutibile, non emendabile, non criticabile la costruzione di una superstrada per la viabilità fra Abbiategrasso e Robecco, paesi di qualche migliaio di abitanti che però, a quanto pare, necessiterebbero di circonvallazioni a 3 corsie per senso di marcia.

Gli amministratori locali stanno piano piano cedendo alle imposizioni di Roma, dopo l’iniziale promessa di salvaguardare l’interesse territoriale. I volta faccia sono tutti motivabili per diversi motivi, qualcuno cede per pressioni interne al partito, qualcuno per motivi elettorali, qualcuno crede ingenuamente che le opere di compensazione arriveranno e faranno la differenza.

Rimane quindi una sola via, l’intervento diretto e forte della cittadinanza.
Una pressione forte e decisa. Verso gli amministratori comunali che devono rifiutare questo progetto e verso gli altri soggetti che hanno come scopo la tutela del territorio. Un esempio su tutti, quello di Gianpietro Beltrami, Presidente del Parco del Ticino, all’interno del Consiglio di gestione del Parco, unico favorevole al progetto TOEM. Siamo ai limiti dell’assurdo.

Gli incontri di questi mesi in ANAS e in luoghi NON PUBBLICI rischiano di essere un boomerang per il territorio stesso. I No Tangenziale della Rete di Salvaguardia del Territoro chiedono ai sindaci di disertare il tavolo previsto per il 30 settembre con ANAS e Parco del Ticino per concertare mitigazioni e percorsi alternativi. Un incontro che è emblema di una farsa.

Anche per i milanesi l’indicazione è chiara: queste opere sono diretta responsabilità del governo della città metropolitana, e sono motivate attraverso le presunte esigenze della grande metropoli lombarda. Combattere a Milano contro la TOEM si può e si deve. La provincia Sud di Milano non è solo uno spiazzo erboso buono per le gite della domenica. E’ un patrimonio naturale collettivo da tutelare e difendere.

Per una mobilità differente.
Per la ri-appropriazione del governo locale.
Avanti Movimento NO TOEM!

Un grazie particolare al Folletto 25603

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