[News] Voglia di impazzire per restare umani

profughi stazione“Non abbiamo voglia di impazzire aprendo posti improbabili” è una frase che in fondo significa: di posti, come tutti sanno, ce ne sarebbero. Si tratterebbe solo di rendere agibili luoghi vuoti, sfitti, abbandonati. Come l’albergo che era vuoto fino a qualche giorno fa a Brescia e ora ospita persone schiaffeggiate dalla crisi.
E come si fa a dire “per la prossima non c’è posto”, quando è noto che i migranti dormono per strada o giusto un paio di notti nelle strutture milanesi essendo qui esclusivamente in transito, tenuti vivi dalla sola voglia di ripartire per città europee dove hanno più speranze di sopravvivere? è vero che il Governo ha sempre ignorato la situazione del mezzanino e di Porta Venezia, ma più del Comune hanno fatto e fanno cittadini qualsiasi come il comitato Cambio Passo e le associazioni che quotidianamente sono a fare i conti, e non su Facebook, con l’assurdità del Regolamento Dublino. E quando leggo “In emergenza ci occuperemo solo dei bambini” ricordo che appena compiuti i 18 anni in giro per l’Europa con la polizia che bastona facile non mi ci mandavate con tranquillità nemmeno in vacanza, nemmeno a me ragazza bianca con passaporto valido. Cosa vi fanno di male questi ragazzi che fuggono da un dittatore di cui siamo tra i primi partner commerciali? “Non abbiamo voglia” è un’espressione che non ho mai sentito da nessuno di loro.

Ringraziamo Chiara Zanini che ci presta il testo del suo post su Facebook per introdurre una riflessione amara: chi si sta prendendo cura dei profughi che quotidianamente arrivano in Stazione Centrale a Milano è – e sarà – sempre più solo. Le istituzioni, a tutti i livelli, dichiarano forfait. Anche chi aveva creduto alla possibilità di risposte meno disumane da parte di questa amministrazione deve oggi fare i conti con la realtà, e la realtà è che tocca a noi. A tutti noi, cittadini, associazioni, gruppi autoorganizzati, movimenti, società civile… diamoci il nome che vogliamo ma alziamo le chiappe e mettiamo quello che possiamo a disposizione di chi ha ancora voglia di “impazzire” per provare a garantire una permanenza dignitosa alle migliaia di persone che scappano da situazioni nelle quali non è possibile sopravvivere e arrivano da noi. Da settimane al mezzanino della stazione ci sono persone che si sono organizzate per cercare di offrire umanità e accoglienza ai migranti in arrivo a Milano: c’è bisogno di tutto, solidarietà, voce, impegno, cibo, cose, braccia, soldi e sorrisi.

Ecco il post di un paio di giorni fa dell’assessore Majorino, ripreso QUI  dal sito del Comune di Milano: “stanotte oltre ottocento profughi hanno dormito nelle nostre strutture. Per la prossima non c’è posto. E dopo 62mila persone assistite non abbiamo voglia di impazzire aprendo posti improbabili, senza nessun tipo di intervento significativo da Roma. In emergenza ci occuperemo solo dei bambini. Il governo se ne frega. E ho detto tutto”.

Nel frattempo esce sui giornali l’annuncio del governatore della Lombardia Maroni: scriverà ai sindaci annunciando il taglio dei trasferimenti regionali ai Comuni che dovessero accogliere altri profughi. Pare che analoghi provvedimenti siano in corso di elaborazione anche da parte dei leghisti presidenti delle regioni Veneto e Liguria.

L’elenco è completo: di fronte alla situazione drammatica di chi affronta viaggi tremendi per garantirsi almeno una possibilità di vita, il governo “se ne frega”, la Regione “taglia”, il Comune “non ha voglia”.

Noi… cerchiamo di restare umani!

Questo è l’ultimo messaggio del comitato cittadino Cambio Passo, impegnato sul fronte dell’accoglienza dei profughi in transito nella città di Milano: “Quinta notte per tanti uomini e donne giovani e anziani che dormiranno sul pavimento sporco della stazione centrale. Due ambulanze stasera, uomini feriti durante il viaggio in barca e altre situazioni difficili. Niente doccia, niente assistenza, non esiste modo peggiore per umiliare un essere umano in difficoltà. Milano, Italia dove siete?”.

Tutti possono dare una mano: cercate Cambio Passo su Facebook e coordinatevi con loro per quello che serve. Potete contribuire anche con una donazione economica, nell’immagine qui sotto le informazioni relative, che trovate anche appunto sulla pagina di Cambio Passo, da cui è tratta la gallery fotografica.

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