ASGI porta l’Italia in tribunale: ”è sviamento di potere”


ASGI al TAR : “È sviamento di potere”.

L’organizzazione italiana ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio il Decreto 4110/47 con il quale il Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale ha accordato al Ministero dell’Interno un finanziamento di 2 milioni e mezzo di euro per la rimessa in efficienza di 4 motovedette, la fornitura di mezzi di ricambio e la formazione dell’equipaggio. Tutte attrezzature ed attività da destinare alle autorità libiche. Il denaro stanziato proveniva dal c.d. “African Fund” (“Fondo Africa”), un fondo per lo sviluppo istituito per promuovere la cooperazione e il dialogo con i paesi africani nel quadro degli interessi umanitari e di sviluppo.

Questa vicenda rende ancora più evidente come vengono attuate le politiche di gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo grazie al finanziamento delle stesse da parte dell’Italia verso la Libia.

Il Governo italiano sta rafforzando la Guarda Costiera libica delegandola così allo svolgimento di attività illegali, in particolare i respingimenti dei migranti nel paese. In quest’ottica, l’Italia è sostenuta dalla Commissione Europea, che persegue i medesimi obiettivi. Considerando gli orrori che le persone affrontano in Libia, questo tipo di politiche vanno denunciate. Questo caso potrebbe aiutare il processo di costruzione di una pressione pubblica di protesta contro gli estesi sforzi all’esternalizzazione e, si spera, porrà un limite a questo sviamento dei fondi. Prima o poi l’UE e l’Italia devono essere chiamate a rendere conto della loro complicità” ha affermato l’ASGI di Roma.

L’attività di sostegno alle autorità libiche, infatti, rende palese la responsabilità del Governo italiano, sia nelle operazioni di respingimento condotte dal governo libico su delega del governo italiano, sia sull’aggravamento delle condizioni di vita di migranti e rifugiati in Libia, dove sono sottoposti a trattamenti disumani e degradanti e la cui vita è posta in pericolo, in totale spregio degli artt. 2 e 3 della Convenzione dei Diritti dell’Uomo.

L’Italia e l’Unione Europea delegano il controllo della frontiera alle autorità libiche che impediscono le partenze, rendendo la fuga dei migranti dalla Libia ancora più pericolosa per via degli attacchi alle navi delle ONG durante le operazioni di soccorso.

Abbiamo il dovere di contrastare tali prassi illegittime con ogni strumento giuridico a disposizione” conclude l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione.

I contenuti del ricorso

Pubblicato da Marti LUMe, il 30 novembre 2017 alle 16:41

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