La Regione rinuncia alla chiusura del San Paolo e del San Carlo

Annuncio della Moratti qualche giorno fa.

Ogni tanto una buona notizia dal fronte della sanità lombarda.

E’ di qualche giorno fa l’annuncio da parte di Letizia Moratti, Assessora al Welfare della Giunta Fontana, della rinuncia da parte della Regione del progetto che prevedeva la chiusura di due dei più importanti ospedali pubblici di Milano: il San Paolo e il San Carlo per farne sorgere uno nuovo in zona Ronchetto sul Naviglio sull’asse per Corsico.

L’Ospedale San Paolo che sorge in Barona serve una grande fetta della cittadinanza di Milano Sud mentre il San Carlo, che sorge a poca distanza dallo stadio di San Siro, serve la parte Ovest della città.

Va detto senza paura di smentite che la cittadinanza ha sempre storto il naso di fronte a questo progetto che si sarebbe vista scomparire da sotto gli occhi due grandi e conosciute strutture ospedaliere attraversate quotidianamente da migliaia di persone.

Gli stessi lavoratori e lavoratrici della sanità si sono sempre opposti alla chiusura e giusto pochi giorni prima dell’esplosione della pandemia in Italia, nel gennaio 2020, si era svolto un flash mob in piazza Duomo contro la prevista chiusura.

Ci ha poi pensato il Covid19 a rendere palese lo stato disastrato in cui versa la sanità territoriale lombarda.

L’opposizione alla chiusura delle due strutture era stato anche uno dei temi dello sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici dei due ospedali del 14 dicembre dell’anno scorso.

Ora arriva la notizia del dietrofront della Regione.

Riprendiamo per intero il comunicato su questa decisione del Comitato di difesa della sanità pubblica Milano città metropolitana del Sud-Ovest:

OSPEDALI  S. PAOLO E S. CARLO REGIONE E COMUNE RINUNCIANO AL FOLLE PROGETTO DI CHIUSURA

 La mobilitazione dei cittadini e 7.000 firme raccolte dal Comitato di difesa dei due ospedali, diffide, esposti, diverse assemblee cittadine con aggregazioni ed alleanze che nell’ultimo anno sono confluite nei coordinamenti ai vari livelli per la difesa della sanità pubblica.

La Regione era la mandante del progetto, il Comune non si opponeva, addirittura l’assessore Maran accondiscendente nel gennaio ’19 sul Corriere: “non ho idee riguardo al riutilizzo del San Paolo mentre le ho per il San Carlo, area appetibile per i costruttori, la potremmo scambiare a fronte di minor volumetrie sulla piazza d’armi”.

Oltre al tanto lavoro di opposizione (volantinaggi e presidi davanti agli Ospedali e Regione Lombardia) si è aggiunta la drammatica esperienza pandemica a far naufragare il progetto folle di chiusura dei due Ospedali.

Pensiamo cosa sarebbe stata l’emergenza COVID-19 senza la sanità pubblica e con la Legge Maroni, che in questi 5 anni, ha distrutto la medicina territoriale che avrebbe salvato migliaia di vite.

Anche in chiave elettorale ora tutti fanno marcia indietro addirittura gareggiando sulla primogenitura.

Siamo soddisfatti e proseguiremo il nostro lavoro anche perché l’atteggiamento della Giunta Comunale e del centrosinistra, nel suo complesso, sono stati ambigui e non alternativo alle posizioni della Regione (intramoenia, sanità integrativa nei contratti di lavoro nazionali, ruolo del privato nella sanità, ecc.).

Continueremo la mobilitazione, con il crescere di ospedali privati intorno a Milano, per impedire che gli attuali ospedali pubblici vengano lasciati decadere, senza la necessaria manutenzione, spingendo i pazienti verso il privato più o meno convenzionato.

CI OPPORREMO CON FORZA AL PROGETTO CHE SI RENDE EVIDENTE DI CHIUDERE UNO DEI DUE PRONTO SOCCORSO, QUELLO DEL SAN CARLO CHE CON PIU’ 70.000 ACCESSI L’ANNO HA UN IMPORTANZA FONDAMENTALE PER LA SALUTE DEI CITTADINI.

LA SALUTE NON È UNA MERCE LA SANITA’ NON È UN’AZIENDA!

 

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