Nessun greenwashing per Enel!

Venga dichiarata subito la chiusura delle centrali a gas e carbone! Venerdì 24 maggio Sciopero Globale per la Giustizia Climatica.

Ieri pomeriggio abbiamo occupato la sede milanese dell’Enel in via Carducci, per chiedere che l’azienda renda subito pubblico un piano con le date di chiusura o riconversione di tutte le centrali elettriche alimentate a carbone e gas, assieme alla sua strategia per collocare i dipendenti oggi impiegati nella produzione di energia tramite combustibili fossili.

La prima azienda in Italia per emissioni nell’atmosfera, quattordicesima in Europa, è infatti la centrale termoelettrica di Torrevaldaliga Nord, a Civitavecchia, che è proprio proprietà di Enel. La centrale di Torrevaldaliga Nord funziona per 7.500 ore l’anno, brucia 4,5 milioni di tonnellate/anno di carbone e 150.000.000 Sm3 di gas naturale. Come testimoniano la comunità scientifica internazionale e l’ultimo rapporto IPCC, per affrontare la crisi climatica è necessario azzerare in tempi rapidissimi le emissioni di gas climalteranti nell’atmosfera. Per questo la produzione di energia elettrica tramite combustibili fossili è un crimine contro l’umanità e tutte le specie animali.

Nonostante la gravità della situazione, con un ricorso al TAR del Lazio Enel si oppone alla richiesta del Ministero dell’Ambiente di comunicare il piano per la cessazione entro il 31 dicembre 2025 dell’utilizzo del carbone nella produzione elettrica, come previsto dalla SEN 2017 che lo pone come uno degli “obiettivi cardine” della Strategia Energetica Nazionale, la quale risulta comunque del tutto insufficiente se rapportata agli obiettivi climatici che la comunità scientifica ritiene sia necessario raggiungere al più presto.

Per queste ragioni abbiamo deciso di rompere il silenzio assordante che circonda le azioni criminali di questa azienda. Abbiamo attaccato striscioni insieme a giornalisti e cittadini, ed attraverso la resistenza passiva dei nostri corpi abbiamo raccontato lo scempio di Civitavecchia e delle altre centrali termoelettriche presenti sul suolo nazionale. Abbiamo chiesto alla dirigenza Enel di rispondere alle nostre domande in un momento di confronto pubblico aperto a giornalisti e alla cittadinanza. Un confronto pubblico ci è stato negato, portando alla decisione di continuare l’occupazione per tutta la notte dormendo nell’edificio.

Molti altri attivisti e cittadini hanno raggiunto la sede di via Carducci per portare acqua, cibo e sacchi a pelo per affrontare la notte.

Questa occupazione è un primo passo per accendere i riflettori sulle attività criminali di Enel. Venerdì 24 maggio riempiremo le strade di Milano per il secondo Sciopero Globale per la Giustizia Climatica. Continueremo a fare pressione con tutti gli strumenti necessari a rimettere Enel e gli altri responsabili di questa crisi climatica e ambientale alle proprie responsabilità.

La sostenibilità non si fa solo con parole e campagne pubblicitarie. La sostenibilità si persegue evitando di immettere nell’atmosfera tonnellate di CO2, chiudendo o riconvertendo gli impianti a combustibili fossili, condividendo con i dipendenti ed i loro rappresentanti le strategie che permettano di tutelare il loro impiego.

Ci vediamo tutti questo venerdì in piazza!

LUME – Laboratorio Universitario MEtropolitano
Rete Studenti Milano
CSOA Lambretta
Casc Lambrate
Collettivo Zam
Milano InMovimento

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