Piazza Fontana 2020. Ricordare la strage in piena pandemia

Dopo il 50° anniversario della strage di piazza Fontana e le emozioni che aveva suscitato c’era il timore che si sarebbe persa la tensione nel ricordare il massacro di innocenti del 12 dicembre 1969. Questo anche perché siamo ancora in piena pandemia con i dati di oggi che collocano l’Italia al primo posto per numero di morti in Europa.

Nonostante questo, molti giovani hanno partecipato alla lezione in piazza di oggi seguendo con particolare attenzione il racconto di Fortunato Zini che, all’epoca, era un dipendente della Banca Nazionale dell’Agricoltura. Al momento dell’esplosione aveva 29 anni. Si salvò e pur avendo un danno permanente all’orecchio può ancora raccontare cosa avvenne all’interno della banca. Forse, in proporzione, ci sono stati più giovani quest’anno che l’anno scorso nonostante l’impossibilità di sfilare in corteo per le restrizioni dovute al Covid. La lezione con gli studenti si è conclusa con un canto che, in qualche modo, è stato un prologo alla giornata del 15 dicembre che ricorderà l’omicidio di Giuseppe Pinelli caduto dal quarto piano della Questura di Milano dove era trattenuto, senza prove, ben oltre i limiti temporali consentiti dalle regole sul fermo, in relazione all’indagine deviata contro gli anarchici sulla bomba.

La serate si è conclusa con l’iniziativa per ricordare il cinquantesimo anniversario della morte di Saverio Saltarelli che perse la vita il 12 dicembre 1970. Un anno dopo la strage. Morì perché era in piazza a gridare che la strage era una strage fascista e di Stato e che Pinelli era stato assassinato. Saltarelli fu ucciso da un candelotto lacrimogeno sparato ad altezza d’uomo da un reparto di Carabinieri.

Insomma, una giornata molto intensa iniziata verso le 14 e terminata alle 18,30.

Per chiudere quindi, si può ribadire che, nonostante le limitazioni e la paura causata dalla pandemia globale, la partecipazione odierna è un buon punto di partenza per costruire le mobilitazioni dell’anno prossimo.

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