Voto di scambio con la ‘ndrangheta: l’assessore Zambetti in manette.

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Sembra un déjà-vu, invece è la realtà: il dieci ottobre viene arrestato Domenico Zambetti, assessore alla Casa della Giunta Formigoni, nonché grande sostenitore dello sgombero del Lambretta.

 

Zambetti ha iniziato come dirigente ASL e membro dell’assessorato regionale alla sanità. Si è quindi occupato in vari ruoli dell’incidente di Seveso, e ha avuto una rapida ascesa a Cassina de’ Pecchi (consigliere, assessore e infine Sindaco ). Dal 1995 al 1999 ha svolto il ruolo di assessore  al Bilancio, Programmazione Finanza, Demanio Patrimonio e Protezione Civile della Provincia di Milano.

Dal 2000 è stato consigliere regionale. Dapprima membro dell’UDC, è confluito nel 2009 nel Pdl diventando Vice Coordinatore Regionale. È stato Presidente della Commissione consiliare Ambiente e Protezione civile, Consigliere Segretario della Commissione speciale per lo Statuto. Negli anni 2000, ha ricoperto altre svariate cariche nel settore dell’ambiente e dell’artigianato fino a quando Formigoni non l’ha nominato,  nel 2010, assessore alla casa.

 

L’accusa è quella di voto di scambio con la ‘Ndrangheta: avrebbe versato 200.000 euro per 4000 preferenze (decisive, su poco più di 11.000 ottenute) a due esponenti di spicco della criminalità organizzata milanese: Giuseppe D’Agostino, già condannato per traffico di droga (particolare da tenere a mente), ed Eugenio Costantino, uomo del clan Mancuso.

 

Zambetti fa parte di quella Regione che si sta smantellando sotto gli occhi di tutti, preda dell’illegalità criminale di chi non fa il benessere della cittadinanza, di chi continua a speculare sui beni comuni, di chi oggi specula sulla casa, sul diritto ad abitare, sull’edilizia popolare e sul patrimonio pubblico in generale.

Tuttavia, nella nefandezza generale, Zambetti pare abbia superato un limite prima mai valicato: ha pagato direttamente la ’ndrangheta per ottenere voti sul suolo lombardo e Milanese. Una notizia che il buonismo settentrionale definirebbe “la solita storia del sud Italia”.

Ma non è così.

Questo arresto va ad aggiungersi a una situazione già eccezionale in Regione, e che toglie ogni dubbio sulla connivenza tra ‘ndrangheta e Regione Lombardia. Nel civile e laborioso nord, le infiltrazioni mafiose sono talmente inserite che vanno a raggiungere i più alti livelli di potere, e quindi necessariamente, a condizionarne la politica.

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3 risposte a “Voto di scambio con la ‘ndrangheta: l’assessore Zambetti in manette.”

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  2. […] Zambetti non c’è più, ma la battaglia per tirare per la giacchetta al Questore e spingerlo allo sgombero del Lambretta continua come se niente fosse. E i motivi, ieri come oggi, sono di natura esclusivamente politica, perché, ieri come oggi, sulle villette occupate dai giovani non esiste alcun progetto esecutivo da parte dell’Aler. […]

  3. […] ha bilanci profondamente in rosso e negli anni è stata coinvolta da svariate inchieste giudiziarie sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nell’azienda (con l’ar… e su altre operazioni poco chiare (tra cui le famose […]

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