Lambretta, le carte parlano chiaro: nessuna giustificazione per lo sgombero

di Luciano Muhlbauer

Zambetti non c’è più, ma la battaglia per tirare per la giacchetta al Questore e spingerlo allo sgombero del Lambretta continua come se niente fosse. E i motivi, ieri come oggi, sono di natura esclusivamente politica, perché, ieri come oggi, sulle villette occupate dai giovani non esiste alcun progetto esecutivo da parte dell’Aler.

Lasciamo stare la legalità, invocata fino a ieri da Zambetti, e lasciamo stare anche l’ennesima lista della spesa dell’Aler Milano sugli inquilini che sarebbero transitati ultimamente in quelle villette, poiché il punto è un altro ed è bene chiarirlo una volta per tutte: quando le villette furono occupate erano in stato di abbandono e rifugio di spacciatori, come peraltro testimoniano anche molti residenti. E questo nonostante le villette si trovino soltanto a poche centinaia di metri dagli uffici dell’Aler.

Ma quello che è davvero grave è che l’Aler – e prima anche l’assessore Zambetti – omette sistematicamente di dire che non vi è alcuna giustificazione per chiedere con urgenza un intervento di polizia.

Infatti, è sufficiente consultare la documentazione di Infrastrutture Lombarde S.p.A., la società a controllo regionale incaricata della “valorizzazione” degli immobili Aler del “Quartiere De Sarto”, per evincere quanto segue: 1) quasi tutti gli immobili (i civici: v. Andrea del Sarto 26/28 e 30/32, via Tiepolo 53/55, p.zza Ferravilla 11/13 e 15, v. Appollodoro 1, 3/5, 4 e 6) sono stati messi in vendita alla fine dell’anno scorso, ma l’asta pubblica, tenutasi dopo vari rinvii il 22 maggio scorso, non ha prodotto alcun esito positivo; 2) un’altra parte degli immobili (i civici: v. del Sarto 20 e via Tiepolo 49-51) è oggetto di lavori di ristrutturazione, in vista di Expo 2015, ed il relativo appalto è stato aggiudicato il 16 luglio scorso.

In altre parole, le villette attualmente occupate dai ragazzi, che si trovano in p.zza Ferravilla 11, non sono state vendute ed i lavori di riqualificazione riguardano altri immobili. Cioè, non vi è urgenza, né pregiudizio in relazione ad eventuali progetti di valorizzazione o riqualificazione.

Quindi, per favore, smettiamola con le balle e con la solita isteria anti-centri sociali del solito De Corato, che pur di non dover parlare dei disastri combinati in Regione Lombardia, cerca di costruire artificiosamente un caso Lambretta.

L’unica cosa ragionevole da fare è quanto suggerito oggi dal Comune di Milano, cioè non procedere ad insensate azioni di forza, sedersi attorno a un tavolo e cercare soluzioni concrete. E così, nel frattempo, magari l’Aler spieghi per cortesia alla cittadinanza cosa intende fare su quelle aree, sempre che lo sappia.

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