Storia del movimento studentesco a Lambrate, una storia ancora tutta da scrivere…

733847_10200295534824848_233050149_nIl C.A.S.C. (coordinamento autonomo studenti e collettivi) nasce ufficialmente il 18 settembre 2012 con un’assemblea pubblica che si terrà al CSOA Lambretta, spazio nato da pochi mesi e che da subito aveva ospitato al suo interno una forte componente studentesca. Tuttavia è importante andare a analizzare i passaggi e le esperienze che hanno portato alla sua formazione. E’ importante andare a definire una storia del movimento studentesco a Lambrate, una storia nostra, che si sviluppa tutti giorni nelle aule e nelle strade dei nostri quartieri.

La prima volta che possiamo parlare di una forma di coordinamento fra le scuole del nord est è il 7 ottobre del 2011. A Milano c’è un corteo studentesco abbastanza partecipato contro i tagli all’istruzione pubblica, corteo che verrà poi al termine della giornata caricato sulle scale per scendere in metro, ma questa è un’altra storia. Gli studenti si danno appuntamento come al solito in piazza Cairoli, ci sono i ragazzi del Cantiere, c’è la Rete Studenti Milano, ma forse senza che nessuno se ne accorga verso Lambrate tira un vento nuovo. Gli studenti di zona nord-est si danno appuntamento con un pre-concentramento in porta Venezia. Sono in tanti , provengono da una mezza dozzina di scuole e prima di raggiungere il concentramento del corteo cittadino danno vita a sanzionamenti sulle banche che incontrano. Lungo corso Venezia due cordoni composti da ragazzi del Volta e del Carducci si staccano dallo spezzone composto da circa 3.000 studenti e si collocano davanti a via della Spiga per chiuderne l’accesso. C’è collaborazione. Nel frattempo il Collettivo Autonomo Virgilio compierà altre azioni di sanzionamento sui negozi d’alta moda che si trovano all’interno della via. Una decina di torce, un paio di botti e via. “Il vostro lusso è una vergogna” recitavano i volantini attacchinati su Dolce e Gabbana e altri negozi. Negli occhi di chi c’era vi era un’energia nuova. Alcuni si ritrovarono in quel giorno dopo aver passato assieme giornate di lotta durante l’Onda, altri avevano condiviso un’occupazione, esperienze si mescolano, alcuni vengono dall’assemblea dei collettivi; tutti condividono la voglia di fare, voglia di mettersi in discussione, di organizzarsi. In quella giornata io ho capito che, se come C.A.V. avessimo iniziato a collaborare con altre scuole e gruppi studenteschi, saremmo riusciti a raggiungere degli obbiettivi più grandi. Lo ho capito da solo. Imparando dalla gioia nei volti di altri ragazzi, altri studenti come me.
Da quel giorno le scuole di zona Nord-est hanno cominciato a darsi appuntamento in porta Venezia, da quel giorno via della Spiga viene sempre colpita dagli studenti.

O Forse mi sbaglio. Forse la vera nascita del C.A.S.C. va cercata in altre storie, storie più recenti. Forse, va chiesta agli studenti dell’Hajech che hanno saputo far partire le occupazioni nelle scuole quando sembrava che a Milano le scuole dovessero rimanere inviolate, con presidi che si mettevano a dormire a scuola pur di garantire il normale svolgimento delle lezioni.

O forse va cercata nel passato, nella luce soffusa di tre capannoni vicino alla ferrovia. Tra le zanzare e la passione di una cinquantina di ragazzi che volevano imparare da soli l’autogestione.

E’ una storia giovane, che viene scritta tutt’ora. Una storia che cresce e che si carica di significato in ogni picchetto, in ogni volantino distribuito davanti a scuola, in ogni collettivo che nasce, in ogni nuovo militante. E’ una storia che viene pensata e scritta da studenti.
Una storia nostra

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