I miei grillini e altri animali

Orwell-1984E’ spiazzante rendersi conto del fatto che Grillo sia stato votato contemporaneamente dagli operai e dagli imprenditori. Va insieme il cervello.

Gli imprenditori dicono di aver votato 5 stelle per la realizzazione di alcuni punti del loro programma come quello dell’eliminazione dell’IRAP e quello della detassazione dei nuovi assunti, punti praticamente identici a quelli del programma del PdL. Nello stesso programma, però, è anche prevista l’abolizione della legge Biagi: un progetto più a sinistra della “sinistra”!

Gli obiettivi 5 stelle sono i tagli alla politica, l’Italia come “paradiso fiscale del lavoro”, la riduzione del debito pubblico e degli interessi sul debito. E intanto il PD è sempre più imbarazzante. Parlando dei tagli alla politica, è stato chiesto a una deputata PD ieri, in una trasmissione, se fosse d’accordo con il dimezzamento dello stipendio e lei è riuscita a rispondere che “Ci vorrebbe una riduzione a 4500 euro per permettere ai parlamentari di condurre una vita “dignitosa””. Eh si, siamo un popolo senza dignità, lasciamola almeno ai parlamentari, poverini, lo vogliamo o no un reddito minimo garantito?? E intanto l’Europa trema a causa della situazione italiana. Dai vertici della BCE si dice: “In un modo o nell’altro, che esca dall’euro o meno, il debito, l’Italia, comunque lo dovrà pagare”. Una cosa che nessuno dice, però, è che le banche si stanno arricchendo comprandosi il debito italiano, che più aumenta, più aumentano gli interessi che lo stato gli dovrà rendere: chi gestisce il denaro nel nostro paese non ha nessun interesse a far sì che diminuisca il debito (anche se quando sono in difficoltà le si finanzia con le casse dello stato).

Gli economisti dicono siano inconciliabili le cose proposte nel programma grillino, ma al tempo stesso, sostengono che l’austerity, oltre a non aver pagato in termini di voti, non abbia nemmeno pagato in termini economici: da quando sono state avviate le politiche di austerity il PIL è diminuito del 2% anziché aumentare. In 15 mesi, da novembre 2011, l’Italia è passata dal 7-15 % (più o meno oscillante nei 30 anni precedenti) di famiglie che non arrivano  a fine mese, al 33%; sono dati impressionanti.

La cosa sbalorditiva è che non si sentono nemmeno pareri così negativi sull’uscita dall’euro, da parte degli economisti italiani, mentre il The Economist ha messo in copertina Berlusconi e Grillo sotto il titolo “entrino i clown”, mentre secondo i capi di Stato europei le prospettive che si prospetterebbero sarebbero quelle di scenari devastanti. Allo stesso tempo ci si rende conto di come la crescita della Germania di questi anni sia stata in gran parte dovuta all’esportazione dei loro prodotti nei paesi PIGS o desperados (Italia, Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda). Mentre in Italia in questi anni si sono persi 3 milioni di posti di lavoro, in Germania vi sono state 1 milione e 800 mila nuove assunzioni. Per questo gli economisti si chiedono come si possa basare un intero mercato sull’esportazione da parte di tutti verso tutti e se davvero le politiche “salva-Italia” della BCE siano sostenibili e possano dare un futuro al paese.

Ma la cosa più inquietante è stata quella detta da un economista in particolare: “le gente è stanca, il malcontento popolare è elevato… si ha paura che possano avvenire rivolte di piazza, popolari … il movimento 5 stelle sta incanalando questo malcontento dentro qualcosa di istituzionale come il parlamento”. E’ vero. Quante persone, in questi anni, partendo dalla loro condizione di infelicità, hanno iniziato a partecipare e quante di queste hanno trovato il modo di farlo col movimento 5 stelle? Quante di queste persone si sono riconosciute ne l’“urlatore di piazza”? Quante si sono sentite rincuorate da questo personaggio? Una delle interviste più impressionanti fatte tra il pubblico di Grillo, è stata quella a un uomo che diceva di aver ritrovato la “speranza, la possibilità di credere nella felicità, insomma un nuovo “Nelson Mandela””.

D’altronde se è riuscito a diventare primo partito dei motivi ci saranno: oltre al populismo, al mito del “basta politica”, ha detto a ognuno quel che più avrebbe voluto sentirsi dire: a chi cercava speranza ha detto di credere nel futuro, a chi cercava stabilità ha detto di voler cancellare la legge Biagi e a chi ricercava il guadagno della propria azienda ha detto che avrebbe abolito l’IRAP e le tassazioni. Un genio della lampada, questo Grillo: esprimi un desiderio e sarà esaudito. Peccato che la realtà sia diversa, perché, anche se credi davvero di poter realizzare le tue “imprese impossibili”, di sicuro dovrai dotarti di esperti, economisti, persone che di questioni politiche sanno parlare anche senza (o proprio perché senza) essere collusi. Con 160 persone che, da quanto si è potuto ben vedere in questi giorni, a stento sanno fare un discorso politico e sembrano essere finite lì per sbaglio pensando “oddio, ho dimenticato il pezzo dopo cosa diceva..”, la vedo dura realizzare qualsiasi tipo di progetto. Imparando a memoria non si fa mai una bella figura, potrebbero almeno dotarli di suggeritore. Si, la vedo dura portare a termine un compito del genere ma credo poco anche al fatto che sia davvero il loro intento perché appena inizieranno ad accontentare gli uni, perderanno gli altri: vedremo come saranno contenti gli imprenditori di non poter più sfruttare il precariato e vedremo come saranno contenti i lavoratori di non avere più una difesa sindacale.

Ieri dicevano che Grillo probabilmente è stato l’unico “a vedere la storia” soprattutto a proposito di: uscita dall’euro, austerity e deglobalizzazione. Io credo siano stati i movimenti veri e non quelli a 5 stelle, già prima del 2000, a non credere nel modello di globalizzazione, non che sia stato Grillo un luminare; è preoccupante che nessuno, nemmeno noi, questo lo dica. Sui movimenti antieuropeisti che stan nascendo in tutta Europa, sulla tendenza rispetto all’austerity e molte altre cose si, Grillo ha visto la storia.. o forse è stata la storia a vedere lui o forse la storia non l’ha vista lui ma qualcosa di più grande che sta dietro di lui. 160 burattini da orchestrare, sono impegnativi, qualche filo lo perderà di mano, d’altronde..quante mani servono per muoverne così tanti?? A me Grillo ricorda sempre più il big brother che in 1984 è in tutte le case ma non se ne rende conto nessuno.. “saremo in tutti gli italiani, saremo il 100%”.

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