La nostra piazza – Per Giorgiana, 12 Maggio ’77

10344998_627962217293727_663869754_nGiorgiana era una ragazza di 19 anni. Era uscita il 12 Maggio del ’77 per andare in piazza. Quella “piazza, bella piazza” del movimento femminista, delle lotte dei lavoratori e degli studenti, quella piazza delle speranze, dei sogni – “luogo di incontro, di scambio, di vita”come scrive Heidi Giuliani nella postfazione alla raccolta di racconti “Piazza, bella piazza” del 2005 a cura di Paola Staccioli.

Il 12 Maggio doveva essere un giorno di festa e di lotta, era stata indetta dai radicali una grande manifestazione per l’anniversario del referendum sul divorzio. Una “festa dei referendum per una nuova vittoria popolare”, ma anche “per il diritto a manifestare”, recitava il manifesto di indizione del corteo. Erano passati 3 anni dalla vittoria sul divorzio, si lottava per il diritto all’aborto, che sarà sancito l’anno dopo con la legge 194, si scendeva in piazza per l’autodeterminazione, si diceva “le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive ragazze vanno dappertutto!”. Nel ’72 Elena Gianini Belotti aveva scritto “Dalla parte delle bambine”, nel ’76 a Roma c’era stata la prima marcia notturna delle donne con lo slogan “Riprendiamoci le strade”, per il diritto a non doversi sentire prede alla mercè dell’uomo ma anzi di poter camminare per la strada a testa alta anche dopo il tramonto: per il diritto ad esserci, in quelle strade, in quelle piazze, che sono anche le nostre strade, le nostre piazze, oggi come allora. Si lottava per essere libere e liberi di viverle e attraversarle.

10331632_627962207293728_1772382924_nMa la piazza era anche il luogo della repressione, della violenza di stato messa in atto sia dagli agenti in divisa sia da quelli in borghese, la rivista l’Espresso pubblicherà infatti poco dopo delle fotografie che mostrano chiaramente la presenza, nel corteo di quel 12 maggio del ’77, di agenti infiltrati e armati, che sparavano ad altezza d’uomo.

La piazza era già anche un luogo di morte: dopo che il 2 Febbraio a Roma veniva ferito uno studente universitario, da colpi di pistola sparati dai fascisti, e dopo che l’11 Marzo nella zona universitaria di Bologna un carabiniere colpiva a morte Francesco Lorusso – un ragazzo di 25 anni di Lotta Continua – gran parte del movimento decise di reagire con l’uso della forza. Negli scontri durante una manifestazione a Roma, dopo lo sgombero dell’occupazione dell’università, il 21 Aprile muore un agente, e nella città vengono vietate le manifestazioni. Il divieto di manifestare è ancora in vigore, in quel 12 Maggio del ’77. Dopo la morte di Giorgiana e con un tale aggravamento del livello di repressione nei cortei e nelle piazze, la tensione non farà che aumentare. A Milano viene colpito a morte il brigadiere Custra, a Roma il 30 Settembre una squadraccia fascista uccide Walter Rossi, un ragazzo di 20 anni di Lotta Continua. Lo scontro non sarà più soltanto contro le forze della repressione o contro i fascisti, ma si esacerberanno anche le lacerazioni già in atto fra i diversi gruppi e organizzazioni della sinistra e del movimento. Le piazze iniziano a svuotarsi.

L’incontro, lo scambio. Il luogo dei diritti, della libertà, dei sogni – della speranza che tutto si possa trasformare e cambiare in meglio. Questo accomuna chi lotta contro la disuguaglianza e l’ingiustizia, questa è la nostra piazza. La piazza di Giorgiana Masi, la piazza di Carlo Giuliani, di chi oggi lotta contro la precarietà e l’incertezza del futuro, per l’autodeterminazione delle donne ed LGBT, per “Riprenderci le nostre strade”, per il diritto all’aborto ancora oggi minacciato, la piazza di chi combatte per la propria terra e viene incarcerato con l’accusa di “terrorismo” solo perchè danneggiando un compressore in Val Susa si presuppone abbia leso “l’immagine del paese”.
Per il movimento NoTav. Per la libertà di Chiara, Mattia, Niccolò, e Claudio.
Per Giorgiana. La sua piazza, è la nostra piazza.

Guccini ricorderà Carlo nella sua Piazza Alimonda, dicendo che “uscir di casa a vent’anni è quasi un obbligo, quasi un dovere”. La Banda Bassotti ricorderà anche la giovane Giorgiana, ribadendo che siamo “figli della stessa madre, figli della stessa rabbia”. Ed è così. Giorgiana era ed è nostra compagna e sorella, nei sogni e nella lotta, in questo “odio mosso d’amore”, per usare la metafora dei 99 Posse, che ci spinge a continuare oggi a lottare per autodeterminare le nostre vite, ad attraversare e vivere le nostre strade, la nostra piazza.

Saggi/racconti/narrazioni/canzoni:

-L’orda d’oro 1968-1977. La grande ondata rivoluzionaria e creativa, politica ed esistenziale, a cura di Nanni Balestrini, Primo Moroni – Feltrinelli 2003.

-Il compleanno di Giorgiana – di Lidia Ravera, in In ordine pubblico, a cura di Paola Staccioli, tutti gli introiti dei diritti devoluti ad Associazione Walter Rossi e Comitato Piazza carlo Giuliani – Manifestolibri-Carta 2003

-Le brave ragazze vanno in paradiso le cattive ragazze vanno dappertutto – di Elena Gianini Belotti; Piazze – di Heidi giuliani; Il movimento femminista contro la violenza sessuale; Il movimento del Settantasette – schede storiche in appendice; in Piazza Bella Piazza, a cura di Paola Staccioli, sempre per l’Associazione Walter Rossi ed il Comitato Piazza carlo Giuliani – Manifestolibri-Carta 2005

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *