Restiamo lucidi (riflessioni sugli spari)

Sparatoria di fronte a Palazzo ChigiI ministri stanno per giurare. Il momento è solenne come nelle peggiori

parodie.

Fuori, degli spari.

Due carabinieri feriti.

Caos, terrore, urla e confusione.

P E R I C O L O.

I terroristi!

Un uomo viene bloccato dalle forze dell’ordine. Dice che l’obiettivo

erano i politici.

Il nuovo Presidente del Consiglio dice che aumenterà la scorta.

La prima dichiarazione da presidente.

Siamo in Italia, anno 2013. Uno dei miei migliori amici ha nuovamente

(sarà la decima volta) perso il lavoro. Medita di andare via, anche se

qui ha la sua vita.

Lavoro da sempre, da quando ho 15 anni faccio lavoretti, da quando ne

ho 19 lavoro conciliando gli altri aspetti della mia vita con questa

precarietà che ti strozza, mangia il tuo tempo, i tuoi affetti, i tuoi

hobbies, mangia la vita..perché dopo 10 ore di lavoro con contratti

vergognosi, torni in un alloggio “di fortuna” in attesa di un punto

fisso, una casa.

Siamo in Italia nel 2013. Mitragliati dalle misure d’austerity imposte

dalla Troika, in balia di governati che tutto sono fuorché pazzi, ma

agiscono unicamente in una direzione: mantenere lo status quo. Mantenere

i privilegi di alcuni. Mantenere l’oppressione su pochi. Non vedo, non

sento, non parlo. Ecco la politica dei nostri governanti e politici.

Ma l’Italia è troppo educata e perbene per incazzarsi.

E così la presa per il culo continua all’infinito. Votate! Gridavano a

febbraio, ma questo voto non ha dato una risposta, nemmeno a chi ci

crede ancora.

Palude totale.

E la gente non sta bene.

Forse, si apre uno spiraglio, l’opportunità di uscire dalla palude.

Rodotà come presidente potrebbe essere un inizio..o per lo meno l’inizio

della fine di trattative, dei sotterfugi, del perseverare con questa

politica oligarchica che nulla a che vedere con le istanze della piazza.

Risposta sbagliata: Napolitano bis.

Rodotà non piace, forse proprio perché parla una lingua diversa.

Si chiama il nuovo governo! il giovane Letta!!!Evviva?

no, non lo gridiamo.

L’uomo che ha sparato non è un pazzo. E’ un esasperato.

E purtroppo l’esasperazione e la disperazione hanno preso il

sopravvento in lui, accecandolo.

Si alza la tensione, si vedono i politici come bamboline da proteggere,

nudi di fronte agli attacchi di pazzi e terroristi, poveri bersagli di

una cultura dell’odio che qualcuno starebbe coltivando..non sono i 5

stelle, parliamoci chiaro, loro sono dentro il sistema più di chiunque

altro.

Gesti del genere aiutano solo a legittimare lo sporco lavoro che

servizi segreti e classe dirigente portano avanti: la pacificazione

sociale come coperta sotto cui nascondere inciuci, carenza di idee,

trattative con la mafia, speculazione …

E così si nascondono le motivazioni di un gesto invano, un gesto che

non avrebbe portato cambiamento, ma abbellito la campana di vetro sotto

cui trovano riparo i partiti.

Tali azioni nascono dalla precarietà e dall’individualismo sfrenato,

per i quali ci si sente dei soggetti soli e impotenti di fronte al costo

della vita ed al malessere sociale.

In una società che predica e prega il denaro, in una società che ci

deruba del reddito diretto o indiretto che sia, in una società egoista e

qualunquista, non si vive.

La risposta è la pretesa di un cambiamento radicale, pretesa che può

partire da e arrivare solo a noi stessi, a noi stesse. La pacificazione

sociale è un sonnifero dato a chi sta male per aiutare a continuare a

stare bene coloro che lo sono sempre stati e state.

Nessun gesto disperato potrà mai modificare il reale. Ma la svolta

parte dai movimenti, dalla riappropriazione indiretta di reddito

attraverso percorsi nati dal basso e volti al recupero delle sicurezze

che oggi non abbiamo, come casa, istruzione e formazione, lavoro,

dignità, e da quella diretta, mediante l’esigenza di un reddito minimo,

misura vigente in tutti i paesi Europei eccetto Italia e Grecia.

Nessun eroismo dietro al gesto di un uomo disperato.

Restiamo lucidi, allarghiamo la lotta.

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