La festa in Piazza Leo “chiude” l’anno delle scuole

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Alla fine ci sono riusciti. Nonostante l’ordinanza d’emergenza dell’assessore Granelli che chiudeva la piazza (appena rifatta) per paura di danneggiamenti (che ovviamente non ci sono stati), nonostante il dispositivo di Polizia e nonostante il rischio di maltempo e i lampi in lontananza… Nonostante tutto ciò ieri sera gli studenti delle scuole di Milano Est (e non solo) si sono ripresi Piazza Leonardo Da Vinci e, portando aggregazione e socialità in una piazza solitamente abbastanza deserta, hanno festeggiato la fine della scuola. Così era già successo qualche giorno prima al Parco delle Basiliche con la festa organizzata dai collettivi delle scuole di Milano Sud.

Ora inizieranno gli esami di maturità…

E’ senza dubbio stato un anno complesso e contraddittorio per il movimento studentesco milanese.

Si arrivava da una serie di anni sulla “cresta dell’onda”. Si può dire che partendo dall’Onda studentesca dell’Autunno 2008 (ma anche prima) gli studenti milanesi hanno sempre dimostrato una certa disponibilità e costanza nel partecipare alle iniziative di lotta.

Dicevamo che si arrivava a questo 2016 dopo una serie di anni intensi con il mondo studentesco capace di portare nelle piazze un livello di conflittualità condivisa anche piuttosto alto. Inutile citare le giornate di tanti importanti cortei studenteschi. Per fare un esempio concreto basterebbe ricordarsi il 14 Novembre 2012, il giorno dello sciopero europeo contro le politiche d’austerità, con l’assedio alla rappresentanza dell’Unione Europea in Corso Magenta.

In questi anni i ragazzi delle scuole milanesi sono stati tra i primi protagonisti di battaglie importanti come quella contro gli Invalsi con la campagna #BoycottInvalsi (di due anni fa l’occupazione del Teatro Lirico) e la campagna “Non lavoro gratis per Expo”.

Arriviamo ai giorni nostri. Innegabile che l’anno 2015-2016 sia stato un anno complicato. Si arrivava dalla difficile giornata del Primo Maggio NoExpo 2015 che, anche nel mondo studentesco, ha sollevato delle problematicità. Ma non è solo questo. Come nel resto d’Italia, questo è sembrato essere un anno interlocutorio. Meno dirompenza di piazza e più riflessione. I collettivi vivono una fase di trasformazione fatta, da un lato da una certa impasse nella rappresentatività e nella capacità di coinvolgere e dall’altro dal ripensamento e dall’analisi per rilanciare nuove, innovative forme di attività politica nelle scuole.

Al solito poi, ci hanno pensato fascisti e Polizia a dirottare molte energie che sarebbero potute essere spese in altri ambiti… Quest’anno si è infatti assistito ad un incremento dell’iniziativa politica dell’estrema-destra fuori dalle scuole come gli episodi del Tenca stanno bene a rappresentare. In Primavera poi la Polizia ha iniziato una serie di controlli anti-droga all’interno delle scuole che hanno sollevato più di una perplessità anche nel mondo degli insegnanti e dei genitori.

Un anno complesso dicevamo, ma capace di mostrare alcuni passaggi interessanti che potrebbero essere d’esempio per il prossimo periodo.

La “Buona Scuola” di Renzi e della Giannini è stata approvata e questo è stato il primo anno di sua concreta applicazione nelle scuole. Il 13 Novembre del 2015, si è svolto a Milano, uno sciopero costruito “dal basso” e in qualche modo messo in piedi su proposta del mondo studentesco coinvolgendo quello dei lavoratori in una dinamica importante di scambio reciproco.

Quest’anno, dopo una breve TAZ all’ex-sede del CONI in Vigentino, gli studenti di zona Sud organizzati dalla Rete Studenti hanno deciso di sperimentarsi e occupare uno spazio per studenti medi e gestito da studenti medi confrontandosi con la complessità e le possibilità rappresentate dal far vivere quotidianamente uno spazio sociale. E’ quindi nata l’esperienza di ZIP, lo spazio studentesco occupato in Via San Calocero.

A Milano Est invece, gli studenti del CASC Lambrate approfondivano la riflessione sullo stato del movimento studentesco e sulle possibilità di un rilancio con l’assemblea “Rompiamo l’isolamento” che ha visto una grossa partecipazione e un dibattito non scontato.

Sono poi arrivati i mesi di Aprile e Maggio con la costruzione di un 25 Aprile basato sulle lotte internazionali e sulla prosecuzione della campagna #BoycottInvalsi.

Poi, non meno importanti, le feste delle scuole di Giugno. Quella in Vetra e quella in Piazza Leondardo Da Vinci di ieri sera. Feste la cui partecipazione di massa (non scontata, visto anche il tempo di questi giorni) chiude l’anno nelle scuole con un sorriso e un nuovo ottimismo.

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