Sul corteo del 12 Marzo. Rilanciando le giornate NoExpo

11041874_627623744038226_2221963777003889992_oIeri, 12 Marzo 2015, millecinquecento studenti si sono ritrovati di nuovo in piazza per protestare contro la riforma scolastica Renzi-Giannini, contro i governi che alimentano la precarietà e contro i modelli proposti da Expo. Gli studenti si sono mossi da piazza Cairoli verso il Palazzo della Regione, vicino a Gioia, dove il procedere del corteo è stato impedito dalle Forze dell’Ordine.

Proprio perché quella è una “zona rossa” di Milano, abbiamo voluto dipingerla di vernice rossa: ci sembra assurdo non poter camminare liberamente per le strade della nostra città. Vogliamo manifestare la nostra opposizione alle decisioni prese dall’alto, quando siamo noi a doverne subire ogni giorno le conseguenze. I questionari sulla Buona Scuola non hanno avuto il benché minimo peso, come le manifestazioni di questo Autunno, mentre una voce in capitolo ci spetta di diritto.

Proprio in Gioia le forze dell’ordine non si sono solo schierate, ma ci hanno anche riempito i polmoni di lacrimogeni al CS, disperdendo i manifestanti. In quel momento uno dei compagni in cordone, rimasto isolato nella confusione, è stato fermato dagli agenti e portato in Questura. Il ragazzo, minorenne, rilasciato tre ore dopo è stato accusato di travisamento, resistenza aggravata e lancio di oggetti.
Anche a Como oggi due studenti sono stati denunciati per deturpamento di luogo pubblico dopo aver lanciato dei gavettoni contro l’ufficio di rappresentanza della Regione Lombardia. Questi sono solo gli ultimi due casi della crescente politica di repressione, che si abbatte sempre più sui movimenti sociali con l’avvicinarsi di Expo 2015.

Il corteo di oggi e l’assemblea che si è tenuta a seguire sono riusciti a dimostrare che non siamo un “noioso déjà vu”, come ci ha definito Renzi: siamo noi la “buona scuola”, siamo il futuro del nostro paese, e saremo noi a costruircelo attivamente. Durante quest’assemblea sono state rilanciate le prossime date per far sentire la nostra voce. Ieri infatti non è l’ultima volta che scendiamo in piazza: torneremo il 30 Aprile, l’1 e il 2 Maggio perché noi non accettiamo le loro imposizioni. Noi non staremo a guardare mentre rendono la nostra città la grande vetrina di Expo. Un’Expo che rispecchia i loro soliti modelli basati sul guadagno di pochi a spese di molti.

Le nostre lotte non finiscono qui. Riprendiamoci la nostra città!

Casc Lambrate

Rete Studenti Milano

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