#16N Invaso il Cantiere della Via d’Acqua per #Expo2015

via-dacqua4-575x575Alla fine la prima rete la sposta un signore con i capelli bianchi: “il parco è di tutti, e allora facciamola dentro l’area del cantiere l’assemblea”. Un bimbo col triciclo lo segue e dietro tutti gli altri battendo le mani. Poi è un attimo, altre tre reti vengono spostate e il parco recintato si riapre agli abitanti del quartiere.

Siamo al Gallaratese, nella parte di parco Trenno che si affaccia su Via Lampugnano. Qui sabato pomeriggio in 200, perlopiù abitanti di zona, si sono ritrovati davanti alle reti del cantiere della Via d’Acqua, una delle opere previste per Expo 2015. Il parco di Trenno, insieme a quello delle Cave e al Pertini, ospiteranno loro malgrado questa opera idraulica che serve a far scorrere l’acqua nel laghetto del sito di Expo, collegando il canale Villoresi al Naviglio Grande di Milano.
89 milioni di euro il costo di realizzazione, lavori appaltati a un’azienda già sotto inchiesta per lavori in altre zone d’Italia (la Maltauro spa), il cui progetto definitivo non è mai stato votato dal Consiglio comunale di Milano. L’opera è stata infatti inserita tra quelle prioritarie e gestite direttamente dalla società Expo spa con il commissario unico Giuseppe Sala. “Qui non si è visto nessuno a spiegarci l’opera, nessuno nel quartiere e nessuno nei Consigli di Zona” dice una signora. “Da un giorno all’altro abbiamo visto le reti arancioni in mezzo al parco”.
Nei Consigli di Zona 7 e 8, quelli di cui fa parte il parco Trenno, le opinioni contrarie sono maggioritarie. A fine 2012 un gruppo di cittadini aveva anche raccolto 1.600 firme contro il progetto preliminare della Via d’Acqua “che nel frattempo è cambiato in peggio” dice chi vive da queste parti e ha provato a informarsi da solo sull’opera.
Già sabato 9 Novembre c’era stata una affollata assemblea nella sala di una cooperativa sempre in zona Trenno. Passo successivo, avevano deciso i partecipanti a quella assemblea, uscire dalle stanze chiuse e portare le ragioni del No nel parco, a ridosso del cantiere, in mezzo a chi vive questa area verde.
L’incazzatura è tanta: sia per le conseguenze negative che l’opera porterà, sia per l’assenza di consultazione da parte del Comune di Milano e di Expo spa. E poi per la quantità di soldi pubblici utilizzati per costruire questo canale in un momento in cui i soldi pubblici potrebbero essere spesi in altri modi.

Il pomeriggio inizia con l’esposizione di una mostra di foto e informazioni sul parco di Trenno, poi l’assemblea a ridosso delle reti arancioni con decine di interventi tra giovani e meno giovani, quasi tutti con un livello di arrabbiatura piuttosto alto. Tanti ragionamenti sintetizzabili in quattro parole chiave: cemento, spreco di soldi pubblici, mafie, democrazia. I più anziani raccontano le lotte di trent’anni fa, quando gli abitanti fecero nascere il parco Pertini e difesero il parco Trenno dalle ruspe di allora.
L’associazione ambientalista Italia Nostra ricorda il progetto alternativo presentato al Comune di Milano, progetto che prevede il recupero di un canale esistente inutilizzato da valorizzare insieme al sistema di rogge e fontanili già esistente. Anche il Politecnico di Milano aveva elaborato un progetto simile a quello di Italia Nostra dal costo di circa 13 milioni di euro contro gli 89 del progetto di Expo spa. Progetti mai presi in considerazione da chi governa il mega-evento del 2015.
Quelli di Off Topic lasciano striscioni appesi alle reti: “90 milioni di motivi per dire no alla via d’acqua, Expo 2015 nutrire il pianeta devastando i parchi”.
Guardando al presente qualcuno allarga il discorso al contesto generale in cui avviene tutto ciò, Expo 2015: “questa mattina i cittadini di Paderno che si oppongono alla nuova autostrada a 14 corsie Rho-Monza hanno occupato la Milano-Meda con striscioni e bandiere” dice un ragazzo “e la Rho-Monza è una delle nuove strade che porterà al sito di Expo 2015″. Così come a Rho arriveranno nuovi parcheggi, a Cascina Merlata un nuovo quartiere, a Quarto Oggiaro una nuova nuova tangenzialina per collegare Zara al sito di Expo, al Paolo Pini le ruspe della Provincia che vuole edificare nuovi palazzi. Il parco è una strada, che è un parcheggio, che è una vasca di laminazione, che è uno sgombero.
Lotte che si sfiorano e che in un futuro non troppo lontano potrebbero unirsi. Expo 2015 è anche questo.

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