Il lavoro gratuito? Si chiama schiavitù…

Alberto_Sordi_I_vitelloni_bis“Guarda che il lavoro gratuito non si chiama lavoro…si chiama schiavitù!”.
In questi giorni, dibattendo della questione Expo, si parla molto di “lavoro volontario” (ovvero gratuito).
Significativo era dunque aprire queste righe con una citazione di un vecchio operaio di una nota azienda siderurgica milanese ormai scomparsa da anni.

Sulla questione Expo Milano fa fatica a scaldarsi ed a schierarsi.
I cittadini sono irritati per le inchieste e gli sprechi, ma…
C’è un ma grosso come una casa.
Quasi tutti, che siano favorevoli o contrari (e questi sono molti), ripetono una frase molto semplice: “In questo periodo di crisi speriamo che porti un po’ di soldi ed ossigeno”.
Una speranza molto concreta, materiale ed immediata quindi.
Nessuna grande idealità, ma un piccolo salvagente nella tempesta della crisi.
Una speranza che senti ripetere dal taxista, dal negoziante, dal giornalaio, dal magazziniere e così via.
Per la serie: “pochi, dannati e subito”.
Grande scetticismo e piccole speranze.

Se questo sembra essere il vissuto dei cittadini a livello istituzionale si è già al “serrate le righe”.
L’intervento del premier Renzi all’Hangar Bicocca di qualche giorno fa sulla questione Scala è stato molto esplicito ed intimidatorio: nessuno spazio alle minoranze di sabotatori.
Come inizio non c’è male…

Ma cosa succede alla Scala?
Succede che l’amministrazione del teatro è decisa a far svolgere la prima della Turandot il Primo Maggio in occasione dell’inaugurazione di Expo.
Peccato che il Primo Maggio sia anche la Festa dei Lavoratori e peccato che ci sia una bella fetta di orchestrali e tecnici non particolarmente entusiasta di essere obbligata a lavorare quel giorno.
Il direttore Riccardo Chailly, parlando di chi, tra le maestranze si oppone all’obbligo di lavorare il Primo Maggio afferma in modo assai poco accomodante: “Avranno fatto i loro conti e se ne assumono la responsabilità”.
Anche il sindacato è diviso con il segretario nazionale della CGIL Susanna Camusso favorevole allo svolgimento dell’opera di Puccini nel giorno della Festa dei Lavoratori.

Se questo è lo scontro in corso in seno ad una delle maggiori istituzioni culturali della città, altro fronte della “battaglia” su Expo sono le scuole.
Expo le considera terreno privilegiato di arruolamento per i volontari.
La campagna Non Lavoro Gratis per Expo cerca però di mettere i bastoni tra le ruote a questa dinamica.
In questo mese di Febbraio molte scuole si sono mobilitate (tra glia altri Manzoni classico, Boccioni, Virgilio, Pascal, Manzoni linguistico ed Hajech) ed immancabili sono state le assemblee che hanno trattato il tema del grande evento.
E proprio ieri anche il segretario della FIOM Landini si è schierato contro il lavoro volontario dichiarando che: “Se tutti lavorassero gratis, avremmo risolto il problema disoccupazione, ma non mi sembra il massimo. Io penso che chi lavora abbia il diritto di essere pagato”.
Dichiarazioni di buon senso quindi.
Che però, in epoca di grande evento e di logiche emergenziali, sono una boccata d’ossigeno su un dibattito sempre più ripiegato su se stesso.

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