L’arroganza della Via d’Acqua

 

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La Via d’Acqua si farà.

Il 25 Febbraio EXPO Spa per voce del delegato unico super-potenziato Giuseppe Sala diceva che la società si sarebbe presa 20 giorni di tempo per formulare un Piano B, piano alternativo che non avrebbe interessato i parchi e sarebbe stato una semplice opera idraulica.

Di giorni ne sono passati più di 60, il tempo giusto per promuovere l’abbandono del progetto originario, cancellare la memoria collettiva e far sparire dal sito ufficiale di Expo 2015 il comunicato stampa del 25 Febbraio. Quelle cose erano scritte e non dette, adesso sul portale ufficiale del grande evento però quelle righe non ci sono più…

Sappiamo molto poco del nuovo progetto, sappiamo solo che non sarà finito per il Primo Maggio 2015, sappiamo che costerà di più (tra i 130 e i 160 milioni di euro), sappiamo che sarà invasivo per i parchi, perché alcuni saranno trasformati come da progetto originario mentre altri si vedranno sventrati per far passare un canale sotterraneo. Ma sappiamo anche di più, sappiamo che la scusa della necessità di svuotare il laghetto sito nel sito Expo non regge, perché quell’acqua sarà mandata nell’Olona.

Oltre al costo spropositato, l’inutilità dell’opera (la sua giustificazione ultima è quella di portare 2 metri cubi d’acqua al secondo alla Darsena e da lì al Parco Agricolo Sud) e l’invasività del canale che porterà alla distruzione parziale di alcuni parchi cittadini e all’impossibilità di fruirne pienamente durante i lavori (così da portare a modifiche nella socialità dei quartieri) si registra l’arroganza della politica.

Di fronte ad un opera palesemente indifendibile e all’opposizione popolare si è comunque deciso di “calare l’opera dall’alto” e quindi privilegiare la speculazione alla collettività, l’arroganza alla gestione comune del territorio. EXPO Spa, Comune di Milano e Regione Lombardia ora dovranno rendere noto il progetto in maniera pubblica, motivando le scelte che hanno portato a cancellare, non solo dal sito, il comunicato stampa del 25 Febbraio.

Dopo oltre sei mesi di lotta per difendere i parchi cittadini ed evitare lo sperpero di denaro pubblico ora non si può pensare che i diversi comitati che si sono battuti contro la Via d’Acqua tornino a casa, la loro mobilitazione (che non è mai andata in vacanza) nelle molteplici sue forme tornerà ad attraversare i quartieri e la città nel suo insieme, su questo non ci sono dubbi.

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