Libri senza pace

Commissariata dalla magistratura Ceva Logistics Italia srl.

Non c’è pace per il mondo dell’editoria italiano che, lo ricordiamo, nonostante tutto, rimane il primo mercato culturale del paese. Non c’è pace e forse è un segnale positivo.

E’ di ieri la notizia della decisione del Tribunale di Milano di mettere in amministrazione giudiziaria Ceva Logistics Italia srl.

Si tratta del ramo italiano del gigante svizzero della distribuzione e movimentazione merce Ceva Logistics.

In qualche modo era una notizia attesa dopo che, l’estate scorsa, un’inchiesta della magistratura aveva scoperchiato la pentola di una situazione fatta di sfruttamento e caporalato.

L’inchiesta riguardava Premium Net, un consorzio di cooperative che si interfacciava con Ceva e indagata per caporalato e sfruttamento feroce che così viene definito nelle carte dell’inchiesta: “…un carosello di società cooperative create per occultare un regime di sopraffazione retributivo ai danni di lavoratori costretti a ritmi gravosi, straordinari imposti sotto continua minaccia di licenziamento, omesso versamento di contributi, retribuzione difforme dalle ore davvero lavorate (anche 11 al giorno)”.

A dare la notizia sono stati per primi il Fatto Quotidiano e il Corriere della Sera con un articolo insolitamente duro di Luigi Ferrarella che ci sembra giusto citare nel suo incipit che sarebbe da incorniciare: “Ma chi mai poteva immaginare che facessero queste brutte cose mentre facevano lavorare la gente per noi? Dicono sempre così, dicono tutte così le aziende che – al riparo formale di contratti di somministrazione di lavoro con cooperative capofila che le manlevano dai contenziosi e che sulla carta assicurano rispetto delle regole verso i lavoratori – aumentano la propria produttività nella logistica facendo finta di non sapere che in realtà la poggiano sul caporalato organizzato”.

Ancora una volta di parla di logistica e cooperative dunque!

Un vero e proprio Far West attraversato da anni da una conflittualità durissima (dove spesso le Forze dell’Ordine rivolgono i loro manganelli contro i lavoratori) per richiedere non la Luna, ma condizioni di lavoro appena appena decenti.

E del resto è proprio di marzo il durissimo sciopero di Messaggerie alla “Città del libro” di Stradella di cui vi abbiamo parlato anche su MilanoInMoviemento.

Di una settimana fa è stata invece l’esclusione di Altaforte, la casa editrice di CasaPound dal Salone del Libro di Torino.

La sua presenza aveva fatto mobilitare alcuni autori, tra cui Zerocalcare ed editori in senso antifascista.

Sempre della scorsa settimana e sulla stessa questione è la lettera di molti librai Feltrinelli in cui chiedono alla propria azienda di non rendere disponibile la biografia di un Ministro dell’Interno che ha scelto di pubblicare con un editore dichiaratamente fascista e con una fedina penale non proprio irrilevante.

La situazione è dunque in movimento e continueremo a seguirla.

 

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