Con Silvia Romano

Memoria Antifascista è vicina a Silvia Romano che ha subito per 18 mesi una insopportabile privazione della libertà e alla sua famiglia che è rimasta senza notizie certe della figlia. Oggi si ritrova al centro di una attenzione che sta superando i limiti del tollerabile per un paese civile.

Arrivano insulti da persone sconosciute che non sanno nulla della storia di Silvia ma abilmente guidati da una regia che vede i soliti noti, in particolare la Lega, che fin da subito ha voluto “precisare” questioni di scelte personali ed economiche in relazione al riscatto che si è dovuto pagare per la sua liberazione, in questo caso non parliamo di semplici militanti ma iscritti alla Lega che coprono cariche istituzionali locali e nazionali, in particolare le foto pubblicate sul suo profilo da Alessandro Morelli deputato della Lega.

Non da meno giornali (Il Giornale e Libero) che quotidianamente violano la legge con commenti che istigano l’odio razziale, religioso e sessuale, senza che venga preso alcun provvedimento. Non solo Facebook dovrebbe intervenire su questi profili che istigano odio, ma anche coloro che devono tutelare le persone da aggressioni che possono portare ad azioni violente.

Invece accade che Facebook chiude il profilo di Silvia per proteggerla così come spesso accade che interviene su commenti politici relativi a paesi stranieri, dovrebbe farlo invece con chi in queste ore usa linguaggi intollerabili e crediamo che tutte le persone civili si devono mobilitare per segnalare chi minaccia e insulta, in modo da far chiudere questi profili e fermare questi continui attacchi che si stanno diffondendo in modo virale.

Memoria Antifascista

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Una replica a “Con Silvia Romano”

  1. Francesca ha detto:

    Esterefatta ma non sorpresa dal catalogo di insulti ormai tirati fuori ad arte e utilizzati e incrementati da un gregge ben ammaestrato. Che fate voi? Si può rispondere al post ma poi si entra in un giro di offese e bo….
    Io porto avanti i miei ideali antifascisti e quando posso metto in pratica la solidarietà anche se anche io sono spesso offesa per altre motivazioni che non sto qui a specificare e fatico a rientrare nel mondo del lavoro. Grazie a tutti voi

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