Covid – I parenti delle vittime sfidano Fontana a un confronto pubblico

Nei giorni in cui lo scontro tra Comune e Regione sui vaccini antinfluenzali diventa durissimo con l’amministrazione milanese che accusa la giunta lombarda di non aver acquistato sufficienti vaccini antinfluenzali per tutti e con la Regione che, ancora una volta, si esercita nello scaricabarile il comitato “Noi denunceremo” attacca con durezza la gestione lombarda della pandemia dichiarando: ““C’è un limite a tutto. Assistere da settimane ad un presidente di regione che millanta successi nella gestione del coronavirus quando quasi il 50% dei decessi per coronavirus a livello nazionale è avvenuto proprio sul territorio da lui amministrato è inaccettabile”. Da qui la sfida di un incontro pubblico tra Fontana e i parenti dei morti di Covid rappresentati dal comitato.

Ecco l’intero comunicato stampa

Noi denunceremo: “A tutto c’è un limite. Vogliamo faccia a faccia televisivo con Fontana”.

“Ci siamo stancati. A tutto c’è un limite. Vogliamo un faccia a faccia televisivo con Fontana”. A dirlo è Luca Fusco, presidente del comitato familiari dell vittime Noi Denunceremo che si appresta a depositare presso la Procura di Bergamo altre 125 denunce il prossimo 15 Ottobre. “C’è un limite a tutto. Assistere da settimane ad un presidente di regione che millanta successi nella gestione del coronavirus quando quasi il 50% dei decessi per coronavirus a livello nazionale è avvenuto proprio sul territorio da lui amministrato è inaccettabile – continua Fusco. Deve dirci in faccia, guardandoci negli occhi, che aveva fatto preventivemente stock di dispostivi di protezione individuale, che la Regione Lombardia è quella che durante l’emergenza ha effettuato il più alto numero di tamponi, che avevano un piano pandemico attuativo regionale aggiornato, che ha promosso e non rimosso Cajazzo dal ruolo di dirigente della sanità Lombarda per evitare imbarazzi, che chiudere Nembro e Alzano era competenza esclusiva del Governo, che il sistema di sorveglianza epidemiologica lombardo ha funzionato alla perfezione, e pure che Salvini non ha offeso a più riprese la sensibilità dei cittadini da lui stesso amministrati con continue e riprovevoli esternazioni negazioniste. Mentre dice tutto questo ci deve guardare dritto negli occhi e ce lo deve pure dimostrare. La gestione Fontana ha umiliato i lombardi e la Lombardia minandone la credibilità a livello nazionale ed internazionale. Un buon amministratore che ha a cuore la sua gente avrebbe da tempo chiesto scusa sia per come ci si è presentati alla pandemia sia per come la si è affrontata. Ed avrebbe pure rimesso il proprio mandato. Il decentramento del sistema sanitario è li a ricordarci che sono state proprio le decisioni degli stessi amministratori a definire il fallimento o il successo nella gestione della pandemia. Basta che faccia un’ora di strada e vada a trovare il suo collega di partito Luca Zaia”.
A rincarare la dose è il legale del comitato Consuelo Locati: “Secondo un’indagine Anac sugli affidamenti in regime emergenziale di forniture e servizi sanitari connessi al trattamento e al contenimento dell’epidemia da Covid-19, la spesa di Regione Lombardia per l’acquisizione di tamponi e reagenti è stata inferiore a quella di Veneto, Lazio, Campania, Piemonte, Toscana ed Emilia Romagna, decima regione per spesa sanitaria emergenziale pro-capite, dietro a Campania e Toscana per volumi d’importo in mascherine acquisite cosi come quelli in relazione all’approvvigionamento di ventilatori ed ossigenoterapia. Il tutto mentre era proprio la Lombardia ad essere l’epicentro della pandemia”.
“Spesso mi chiedono cosa penso dell’operato di Regione Lombardia. Come comitato non abbiamo opinioni al riguardo – conclude Fusco – E non le abbiamo semplicemente perchè quando ci esprimiamo lo facciamo sempre a partire da documenti. Sono i documenti ad attestare la malagestione di Regione Lombardia. Noi ci limitiamo a riferire i fatti”.

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