“La repressione è il nostro vaccino! Repressione è civiltà!” – Senatore Matteo Salvini, nuovo Ministro di Polizia

 

“Capisco il dolore di una sorella che ha perso il fratello, ma quel post mi fa schifo. Ci sarà un 1% tra chi porta la divisa che sbaglia e deve pagare. Anzi, deve pagare doppio perché porta la divisa. Ma io sto sempre e comunque con polizia e carabinieri. E averne di polizia e carabinieri, come quelli che abbiamo in Italia. La sorella di Cucchi si dovrebbe vergognare, per quanto mi riguarda”.  Il nuovo Ministro dell’Interno rivolto a Ilaria Cucchi per un post dove chiedeva giustizia per il fratello Stefano inserendo la foto di uno dei carabinieri indagati nel nuovo processo ora in corso (Il Fatto Quotidiano, 5 Gennaio 2016)

“Idiozie come questa legge espongono le forze dell’ordine al ricatto dei delinquenti”. Il nuovo Ministro dell’Interno sull’introduzione del reato di tortura nel Codice penale italiano (Repubblica, 25 Giugno 2015)

“Polemiche contro i POLIZIOTTI del Sap che hanno osato applaudire dei loro colleghi condannati. IO STO CON I POLIZIOTTI, con i Carabinieri, e con chiunque rischia la vita per difendere i Cittadini”. Il nuovo Ministro dell’Interno sulla vicenda dei fragorosi applausi tributati ai quattro poliziotti condannati in via definitiva per l’omicidio di Federico Aldrovandi al congresso del SAP, Sindacato Autonomo Polizia (Huffington Post, 30 Aprile 2014)

Queste sono solo alcune delle tante dichiarazioni rilasciate negli ultimi anni dal leader della Lega Matteo Salvini che da domani, dopo il giuramento, sarà il nuovo Ministro dell’Interno. Quello nei suoi confronti deve essere un sentire che accomuna tanti, in giro per la penisola, tant’è vero che i compagni di Insurgencia a Napoli hanno avuto i nostri stessi pensieri.

Non sembra esagerato dire che questa volta, peggio di così, non poteva andare.

Del resto bastava aver dato una superficiale lettura al contratto del “governo del cambiamento” siglato qualche giorno fa tra Lega e Movimento 5 Stelle per capire quali erano le linee guida in materie di sicurezza.

“Più polizia, più galera e dagli all’immigrato!!”. Con queste tre frasi semplici semplici si potrebbe riassumere un’intera filosofia di governo che va incontro, questo bisogna ammetterlo, a una sempre crescente richiesta di protezione da parte dei cittadini che ormai, sobillati da anni di retorica sull’invasione migrante (anche se, magicamente, in questi 89 giorni di crisi i barbari invasori sono completamente scomparsi dal discorso pubblico e dai media mainstream) e  sulla criminalità dilagante (con tessi in costante calo da anni) invece che pretendere diritti reclamano sicurezza.

Dopo 3 mesi di giri di valzer con un’ultima settimana degna delle migliori commedie trash dei fratelli Vanzina una cosa è abbastanza chiara: il governo Conte, nonostante le dichiarazioni roboanti tanto simili al celebre: “Spezzeremo le reni alla Grecia!” di Mussolini non avrà la forza e la credibilità di andare a scontrarsi coi poteri europei dell’austerità. Che essi abbiano il volto pacioso della Merkel, quello arcigno di Schauble o quello sconosciuto di qualche super-tecnocrate di Bruxelles poco importa. Quindi il nuovo dogma neo-liberista del 3% nel rapporto debito-PIL non verrà messo in discussione. Del resto i leghisti, per essere chiari, hanno già cancellato la scritta NO EURO che campeggiava sul muro della loro sede milanese in Via Bellerio. Ma niente paura! Le soddisfazioni che non ci si riuscirà a togliere in Europa ce le si toglierà in Italia! L’Europa, infatti, se appena si è parlato di debito è scattata all’attacco, nulla invece ha avuto da ridire sulle componenti autoritarie e xenofobe del programma di governo giallo-verde (e nero con l’ultima arrivata Meloni).

Si cercherà di picchiare duro contro tutti i nemici che storicamente agitano i sonni della destra: negri, tossici, zecche, ladruncoli, zingari…e chi più ne ha più ne metta! Salvo poi fare l’ennesimo condono per gli evasori fiscali plurimilionari che si sa, la legge è uguale per tutti, ma mica tanto!

Proprio qui a Milano poi la Lega, da perfetto imprenditore della paura e delle paure, ha iniziato a fare le sue fortune con la guerra ai movimenti.

Qualcuno ricorda ancora la campagna elettorale di Formentini nel 1993 tutta incentrata nella guerra al Leoncavallo (anche se all’epoca il giovane consigliere comunale Salvini sul tema aveva posizioni eterodosse…)? Oppure le elezioni comunali del 2006 subito dopo i fatti di Corso Buenos Aires?

Per non parlare, passando alla cronaca nera, nel battesimo in salsa italiana della “tolleranza zero” dopo la catena di omicidi dei primi giorni del Gennaio 1999.

E proprio su Milano, tra gli altri luoghi sensibili, andrà con molta probabilità a concentrarsi l’attenzione del nuovo Ministro dell’Interno. Non perché sia la roccaforte dei Soviet o Stalingrado, ma perché è una metropoli fondamentale negli equilibri di potere italiani e la destra vuole a tutti i costi riprendersela.

Il Ministero dell’Interno resta comunque un luogo delicato dove si rischiano scivolosi clamorosi. Salvini, capace di riprendere un partito agonizzante, convertirsi dall’autonomismo al sovranismo nazionalista, prendere il 17% dei voti e far diventare la Lega il centro della politica italiana con un’indubbia capacità di dettare l’agenda, dovrà muoversi con circospezione. Certo che ammettere che milioni di Italiani sono schiavi degli psicofarmaci e voler mettere una pistola su ogni comodino non è certo il miglior viatico…

Per chi come noi, se lo ricorda ancora tronfio e sogghignante a farsi fotografare durante i rastrellamenti in Stazione Centrale nel Maggio 2017…ogni altra considerazione sarebbe superflua.

 

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