Brexit?

brexit-apeOggi, 23 Giugno 2016, il popolo britannico voterà per uscire o rimanere nell’Unione Europea. Il dibattito, nel Regno Unito, è molto acceso e l’uccisione della deputata laburista Jo Cox ha inasprito ancora di più la situazione.

Prima di arrivare a questo appuntamento Il Regno Unito aveva già manovrato per sganciarsi dall’Unione Europea. Nel mese di Febbraio i ventotto paesi hanno accordato al Regno Unito una nuova regolamentazione nei rapporti con la Comunità Europea. I 4 punti di compromesso sono:

1) una legge sul diritto d’asilo che rende possibile usufruire dei vantaggi del “welfare” solo ai rifugiati che risiedano nel Regno Unito da almeno quattro anni.

2) una norma sulla sovranità nazionale che permette al Regno Unito di bloccare norme decise dal Parlamento europeo.

3) la possibilità offerta al Regno Unito di prendere le sue decisioni indipendentemente da quelle della UE.

4) la facoltà di rimuovere i regolamenti della UE in contrasto con gli interessi dell’ economia del Regno Unito.

Cameron (minacciando l’uscita dalla UE) è riuscito a spuntare questo accordo vantaggioso per il Regno Unito. Il conservatore Cameron, dopo avere raggiunto l’accordo con la UE, è diventato un paladino del fronte pro Unione Europea.

Si capisce bene che metà del lavoro è stato fatto da Cameron, comunque vada il referendum del 23 Giugno. L’accordo raggiunto disegna una Europa dura con i paesi deboli (vedi il trattamento offerto alla Grecia) e debole con i paesi forti (vedi il regalo concesso al Regno Unito).

Inoltre l’Unione Europea teme anche l’effetto valanga della Brexit, il suo successo economico, spingerebbe altri paesi membri a seguirne l’esempio. Non bisogna dimenticare che in molti paesi le richieste di un referendum sull’Ue stanno aumentando con il perdurare della crisi economica.

Le politiche di austerità in Europa hanno portato a livelli altissimi di disoccupazione giovanile e i responsabili non hanno mai pagato il conto. Le élite di Bruxelles continuano a governare mentre dovrebbero stare sotto processo.

E allora salutiamo con favore questo referendum che, pur tra mille contraddizioni e limiti, permetterà agli abitanti del Regno Unito di dire la loro. Non resta che aspettare il suono della campana.

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