Tutt* a Pontida – Puntare al cuore della bestia razzista!

La primavera antirazzista dei movimenti sociali è appena cominciata e ci dice che il vento è favorevole e che non c’è più da aspettare. Il momento è ora.

A partire dalle giornate napoletane di mobilitazione contro Salvini ed il tentativo di espansione meridionale della Lega Nord funzionale alla svolta sovranista, passando per la partecipatissima marcia solidale Side by Side lanciata dalla campagna #overthefortress, sono decine di migliaia le persone che, solo nelle ultime settimane, sono scese in piazza per dimostrare che la resistenza alle politiche razziste, populiste e reazionarie del Governo e delle nuove destre è tutt’altro che arretrata e che è possibile aprire una nuova fase, che vada oltre la mera difesa.

Abbiamo intenzione di alzare il tiro e di andare noi, il fronte che da Nord a Sud si sta mobilitando contro i razzismi, a bussare alle porte degli xenofobi di questo paese. Abbiamo intenzione di demistificare il surreale dibattito che si è aperto nel paese dopo i fatti dell’11 marzo a Napoli, che ha visto una presa di posizione unanime delle forze politiche a difesa del diritto di parola dei razzisti e dei fomentatori di odio verso i meno garantiti ed i più vulnerabili.

Per questo il 22 Aprile saremo tutte e tutti a Pontida, il luogo sacro del pericoloso folklore leghista, il luogo in cui per anni si è organizzata la fiera dell’intolleranza secessionista. Lì, dove loro hanno seminato per anni il germe razzista che tanti meridionali hanno pagato sulla propria pelle, organizzeremo una grande giornata di orgoglio antirazzista, migrante e meridionale. Meridionale perché non intendiamo il Sud come una dimensione meramente geografica ma come la patria concettuale dei subalterni e degli sfruttati di tutto il mondo.

Essere a Sud, in questo caso, vuol dire essere abitanti di un territorio che viene sfruttato, saccheggiato, depredato e avvelenato in nome di una sua presunta inferiorità. Essere a Sud vuol dire essere abitanti delle periferie, essere donne in un paese in cui il lavoro femminile è sistematicamente sottopagato, essere omosessuali in un paese ancora omofobo, essere clandestini in un paese che costruisce barriere e lascia morire in mare chi scappa dalla guerra.

Essere a Sud vuol dire essere una delle piccole storie minori, una delle tantissime minoranze che non rientrano nella “storia maggiore“, a senso unico, raccontata ogni giorno dai giornali.

Parliamo ai comitati che si battono contro la devastazione ambientale, ai lavoratori, ai precari, ai migranti, agli studenti, ai disoccupati che individuano il loro nemico in alto e non al loro fianco, in una fratricida guerra tra poveri, come quella alimentata dall’odio salviniano. E’ tempo di scalare la piramide e prendercela con chi decide e con chi la guerra tra subalterni la fomenta per rendere più stabili le proprie poltrone del potere.

A Pontida sfideremo le nuove destre, consapevoli che la nuova lega, che prova a ridisegnarsi come forza nazionale, si inscrive nel solco tracciato in Europa e in tutto l’occidente da personaggi come Marine Le Pen, Donald Trump, e Geert Wilders. Sfideremo puntando al suo cuore quell’odio razziale 2.0, che costruisce consenso elettorale sull’orizzontalizzazione del conflitto, sfruttando gli istinti peggiori delle persone, alimentando l’odio nei confronti dei migranti e degli emarginati.

In questo senso la Lega Nord, e l’arcipelago di micro-organizzazioni di destra che con il partito di Salvini condividono le idee xenofobe e sessiste, non è l’unico avversario che ci troviamo di fronte. Le forze di governo, che da sempre mettono in atto politiche antimigratorie, radicalizzano sempre di più  le politiche di discriminazione  e di respingimento, sia in Europa che in Italia, come ci raccontano gli accordi con Libia, Turchia, e Mali e le norme del decreto Minniti sull’immigrazione. Norme profondamente autoritarie, che si propongono l’aumento dei controlli, dei respingimenti e dei rimpatri. È prevista l’apertura di più di 20 nuovi centri di detenzione (i c.d. centri per il rimpatrio), sostanzialmente strutturati come i vecchi CIE, nonché lo sfruttamento dei richiedenti asilo nei cosiddetti “lavori socialmente utili”, per citare solo due delle macroscopiche violazioni dei diritti umani che il nuovo Ministro degli Interni si propone.

Il potere a cui ci opponiamo costruisce muri, barriere, macchine da guerra per dominare i confini. Costruisce gabbie, filo spinato, fortezze.
Il confine per noi non è un luogo di ostruzione, ma un luogo di passaggio.

Per questo vogliamo costruire ponti.
Ponti per chi scappa dalla guerra, ponti per chi scappa dalla povertà, ponti per chi scappa dalla crisi ambientale, dalla desertificazione, da una terra inquinata, da una terra di morte.
Ponti per chi vuole spostarsi, ponti per chi cerca un futuro migliore, ponti per chi cerca una vita più dignitosa per sé e per i propri cari.
Ponti da Sud contro le barriere dei Nord del mondo.

Ci vediamo a Pontida, nel cuore della bestia razzista!

INSURGENCIA

AGIRE NELLA CRISI

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *