No gold No masters – Comunicato dal campeggio Beyond Europe

vlcsnap-2015-08-24-14h35m34s149feature-720x250Domenica 23 Agosto 2015 circa 2.000 persone hanno preso parte alla manifestazione nelle montagne di Skouries organizzata dal movimento ”Save Skouries”. Il movimento formato dai comitati locali si oppone alla costruzione delle miniere d’oro da parte di due corporation canadesi che oltre a radere al suolo la foresta di quelle montagne e a danneggiare la bellezza di quell’area vengono utilizzati metodi di drenaggio delle acque inquinate utilizzate per l’estrazioni che stanno contaminando le falde acquifere utilizzate per la distribuzione dell’acqua dagli abitanti di quasi tutta la penisola calcidica .

Durante il corteo si sono svolti pesanti scontri tra i manifestanti e forze dell’ordine che hanno utilizzando in maniera massiccia bombe stordenti e lacrimogeni. 78 persone sono state arrestate di cui 4 sono ancora detenute in custodia. La manifestazione è stata organizzata dai comitati locali dei villaggi vicini alla zona di Skouries e dalla piattaforma internazionale antiautoritaria Beyond Europe. Questo corteo è stato partecipato da tutti gli attivisti europei accampati sulla spiaggia di Ierissos, paese vicino alle montagne di Skouries.

Nel Gennaio 2015 quando Syriza ha vinto le elezioni molti abitanti dei villaggi vicino a Skouries hanno sperato che potesse avvenire un cambiamento concreto nella lotta contro le miniere d’oro. Per quanto riguarda la questione della Skouries Syriza ha giocato il ruolo del partito di movimento durante l’opposizione, ma ha agito molto diversamente dopo aver vinto le elezioni. Poco prima del corteo il Primo Ministro Alexis Tsipras si è dimesso, nel frattempo il Ministro dell’energia Panos Skourletis ha ordinato di sospendere le operazioni di estrazione dei metalli nella penisola calcidica sostenendo che le corporation canadesi stessero violando le leggi riguardanti la tutela dell’ambiente.

Nonostante l’annuncio fatto dal ministro dell’ambiente abbiamo notato durante una passeggiata organizzata due giorni prima del corteo che i lavori nelle miniere stavano continuando. Purtroppo delegando il desiderio di cambiamenti concetri a rappresentanti politici si finisce spesso per chiudersi in vicoli ciechi e dato che i governi avranno sempre come interesse di mantenere un certo equilibrio tra le varie parti politiche per il cosiddetto ”interesse nazionale” abbiamo scelto di mobilitarci praticando quella che chiamiamo azione diretta.

Syriza è d’accordo con noi sul fatto che le miniere d’oro di Skouries vadano chiuse ma spetta a noi portare a termine questo compito. La nostra azione ha inviato questo messaggio a qualsiasi partito che vincerà le elezioni Settembre: Noi non ci fermeremo! La manifestazione di domenica che ha attirato l’attenzione mediatica di tutto il paese mette sicuramente la lotta di Skouries sul tavolo di ciò che deve essere preso in considerazione a settembre. L’impatto è stato sentito profondamente in tutta la Grecia e oltre. Vediamo questo come un successo politico, per ora, poiché per la prima volta dopo lo sciopero generale del 2012 in Grecia viene creata una nuova dinamica di politica dal basso.

Dopo un periodo di siccità dei movimenti sociali, causato anche dall’illusione che Syriza fosse in grado di mantenere le promesse fatte durante la campagna elettorale, parte dei movimenti erano paralizzati in attesa che qualcosa cambiasse. Il nostro accampamento e la manifestazione sono stati uno sforzo per porre fine a questa siccità e si basano sulla nostra arma più potente: autogestione e lotte sociali. Come sempre quando le lotte sociali sono efficaci, la repressione dello stato mostra i suoi artigli.

Negli anni passati a Skouries polizia e servizi segreti hanno cercato pesantemente di opprimere il movimento locale con intimidazioni, arresti e persecuzione giudiziaria. Domenica ancora una volta la polizia ha represso violentemente la manifestazione arrestando 78 persone e facendo diversi feriti. Siamo in solidarietà con i quattro detenuti, così come tutti gli altri attivisti perseguitati negli ultimi anni. Questo potrebbe essere solo stato un piccolo passo verso un’organizzazione anti-autoritaria oltre i confini nazionali e contro il capitalismo reale ed esistente, ma è stato comunque un passo in avanti. Il bello deve ancora arrivare.

Beyond Europe

Comunicato in inglese

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