Parigi – Più di 600 gilets noirs occupano il Panthéon

Il Collettivo La Chapelle Debout (“La Chapelle in piedi” – La Chapelle è una zona situata nella banlieue nord di Parigi), composto da “esiliati/e, migranti, richiedenti asilo, rifugiati e sans-papiers”, ha occupato oggi il Pantheon di Parigi.
Più di 600 persone sono entrate all’interno del monumento-simbolo della nazione francese, richiedendo documenti per i sans-papiers e alloggi per tutte e tutti, al coro di “Gilets Noirs”. 
Dopo essere stati spinti fuori dall’edificio, i manifestanti pacifici sono stati caricati violentemente dalla polizia, come testimoniato sulla pagina facebook del collettivo. Un giornalista sul posto ha descritto la situazione come “critica” e ha denunciato le violente cariche della polizia (« La situation est critique au Pantheon. Des gens blessés. La charge a été d’un violence inouïe[…]»). Diversi i feriti e le persone arrestate, che poi attorno alle 20.00 sono state rilasciate.
Nei giorni scorsi il collettivo aveva protestato contro le frontiere e i rimpatri occupando un terminal dell’aeroporto Charles De Gaulle e aveva fatto un’azione contro la multinazionale Elior e la Direzione Generale del Lavoro per ottenere più diritti per i lavoratori migranti sfruttati.


Qui sotto la traduzione del comunicato stampa pubblicato sulla pagina Collectif La Chapelle Debout e tradotto da Arianna e Sara (Scuola di italiano LiberalaParola/Open Your Borders – Padova).

NASSE TERMINÉELes #GiletsNoirs sont libres ! AG dans la rue ! On prépare la riposte ! On a identifié une 15aines de camarades arrêtés pour l’instant et une cinquantaine blessés. On va aller libérer et venger tous les camarades attaqués aujourd’hui par les flics racistesPAPIERS POUR TOUTES ET TOUS !

Gepostet von Collectif La Chapelle Debout am Freitag, 12. Juli 2019

Gepostet von Collectif La Chapelle Debout am Freitag, 12. Juli 2019

ACTION !EN DIRECT DU #PANTHÉON !! Les #GiletsNoirs en lutte, immigrés habitants des foyers insalubres et locataires de la rue, occupent et veulent parler au premier ministre maintenant ! Papiers et Liberté pour toutes et tous ! BESOIN DE SOUTIEN SUR PLACE !Place du Panthéon ! VIVE LA LUTTE DES GILETS NOIRS !

Gepostet von Collectif La Chapelle Debout am Freitag, 12. Juli 2019

Morti, alzatevi!

Oggi, noi, immigrati e immigrate, sans-papiers, abitanti delle case popolari e della strada, occupiamo il Pantheon.
Per la Repubblica francese noi siamo dei sans-papiers, dei senza-voce, dei senza-volto. Veniamo sulla tomba dei grandi del passato per denunciare le vostre profanazioni: della memoria dei nostri compagni, dei nostri padri, delle nostre madri, dei nostri fratelli e delle nostre sorelle, nel Mediterraneo, nelle strade di Parigi, nelle case e nelle prigioni. In modo diverso dal passato, la Francia continua a perpetrare la schiavitù. I nostri padri si sono sacrificati per la Francia. I morti sono morti. La responsabilità è dei vivi, di coloro che oggi detengono il potere. E lasciamo che i morti riposino in pace.

L’altro ieri, abbiamo attaccato le frontiere occupando il terminal di Air France all’aeroporto Charles de Gaulle. È là che la polizia ci ficca negli aerei per Algeri, Dakar, Kartum, Bamako o Kabul. È da là che Djibi è stato deportato. 
Ieri abbiamo invaso, alla Défense, la Torre del gruppo Elior e la Direction Générale du Travail (direzione generale del lavoro). Siamo andati a dire ai datori di lavoro che ci umiliano e ci spaccano la schiena: “La paura ha cambiato campo!

Oggi, continuiamo a rispondere ai colpi dello Stato e del suo razzismo, in Francia e in Europa. 
Veniamo a difendere la nostra dignità! Non supplicheremo più nessuno e ci prenderemo i nostri diritti con la forza della lotta.

Siamo venuti a dirvi che, in Francia, il prezzo che gli stranieri pagano è fatto di umiliazione, sfruttamento, deportazione. Quella Francia che fa la guerra in Africa, si appropria delle nostre risorse e decide insieme e al posto dei nostri lider corrotti è la stessa che ci fa la guerra qui. 

OCCUPIAMO, 

perché ci sono 200 000 alloggi vuoti a Parigi e noi dormiamo sotto i cavalcavia della tangenziale, perché ieri il comune ha chiuso le strade dell’accampamento Avenue Wilson, a Saint Denis. Perché nella casa di Thiais come in tutte le altre, la polizia viene al mattino a prendere gli abitanti nelle loro stanze.
Per esigere la liberazione dei nostri compagni Gilets noirs prigionieri rinchiusi in centro di detenzione, e di quella di tutti gli altri.
Per l’abolizione di queste prigioni per stranieri!
Non lottiamo solamente per i documenti ma contro il sistema che crea i sans-papiers.
Non pagheremo più uno sbirro o un funzionario per ottenere degli incontri.
Non vogliamo più dover negoziare col ministro degli interni e le sue prefetture.
VOGLIAMO PARLARE AL PRIMO MINISTRO EDOUARD PHILIPPE, ORA!
Resteremo qui fino a che l’ultimo di noi avrà i documenti e affinché coloro, donne e uomini, che verranno dopo di noi, abbiano la libertà di restare!
A tutte e tutti coloro che si ribellano, in Sudan o in Algeria,
Ai nostri compagni, a tutte e tutti coloro che lottano contro gli sfruttatori,
A tutte e tutti coloro che pensano che nessun essere umano sia illegale,
A tutte e tutti coloro che ne hanno abbastanza di fare da argine all’estrema destra ogni cinque anni, e che sono persuasi/e che la lotta contro il razzismo che viene, è la battaglia al razzismo esistente.
Documenti e alloggi per tutte e tutti!
Libertà di circolazione e di sistemazione!
Viva la lotta dei Gilets noirs!

GILETS NOIRS in lotta

da meltingpot 12 luglio 2019

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