Rittenhouse e il suo gruppo armato protetti dalla polizia di Kenosha

Il 17enne Kyle Rittenhouse, accusato dell’omicidio di due persone durante le proteste di Kenosha, Wisconsin, per i diritti civili degli afroamericani, è un ex-membro del programma per cadetti della polizia giovanile e dall’analisi dei suoi account social si deduce il grande amore per le armi.

In una conferenza stampa a Grayslake, Illinois, il capo della Polizia locale, Phillip Perlini ha descritto il programma di cui faceva parte Rittenhouse «un’opportunità offerta ai giovani per esplorare carriere nelle Forze dell’Ordine».

Rittenhouse sui suoi account social aveva espresso più volte il sostegno per le forze di Polizia intese come corpo armato capace di ristabilire un sistema di «legge e ordine», uno degli slogan preferiti da Trump, di cui era un appassionato sostenitore.

A difesa di Rittenhouse è intervenuto il capo stesso della polizia di Kenosha, Daniel Miskinis, che ha affermato che non ci sarebbe stato nessun «incidente se i manifestanti non fossero stati in strada dopo il coprifuoco».

Miskinis ha aggiunto che le persone uccise erano tra coloro che avevano portato violenza a Kenosha, non menzionandole mai per nome ma limitandosi a dire che erano «residenti del Wisconsin» di 25 e 36 anni: «Sono persone coinvolte dopo il coprifuoco in attività illegali, che hanno portato la violenza nella comunità».

Riguardo Rittenhouse, il capo della polizia di Kenosha ha detto che ha usato «armi da fuoco per risolvere un conflitto in atto» e ha spiegato di essere del parere che i civili armati abbiano tutto il diritto di esercitare i loro diritti costituzionali: «In questa nazione dei civili armati sono usciti per esercitare il diritto costituzionale di proteggere delle proprietà».

Secondo il portale di notizie Slate, Rittenhouse faceva parte di un gruppo armato che ha agito tranquillamente sotto gli occhi benevoli della Polizia: ci sono immagini in cui agenti dicono loro di «apprezzarli» e li riforniscono di bottiglie d’acqua. Testimoni e video registrati nella zona degli omicidi mostrano che a Rittenhouse, dopo aver sparato, era stato permesso di andarsene senza essere immediatamente fermato dagli agenti lì accanto, atteggiamento attribuito ufficialmente all’«alto stress» della situazione e alla «visione a tunnel» degli agenti di Kenosha.

Miskinis è arrivato a dire che potrebbe esserci qualche giustificazione per il tentato omicidio di Jacob Blake che ha scatenato la protesta: «Dare giudizi prima che tutto il quadro sia dipinto è ingiusto nei confronti di tutte le persone coinvolte. Potrebbero esserci state ragioni che non sappiamo».

Donald Trump ha tentato di attribuire le proteste di Kenosha a una leadership inetta e all’incapacità dei Democratici di mantenere il controllo delle loro città, ha annunciato di voler mandare la Guardia Nazionale e ha criticato il governatore dem del Wisconsin Tony Evers per non averlo fatto, nonostante Evers avesse già schierato le truppe il giorno seguente i primi scontri e le avesse aumentate nei giorni successivi.

Le notti di rivolta continuano e i democratici sembrano sempre più preoccupati che questi eventi alimentino la narrativa di Trump secondo cui questa sarebbe la vita sotto la cosiddetta sinistra radicale di Biden.

Dal canto suo Biden ha dichiarato di aver parlato con la famiglia Blake e di essere inorridito «dall’omicidio di un ennesimo uomo nero», in pieno giorno, per poi condannare «la violenza inutile» dei manifestanti. «Le persone mi chiamano per dire che sono dispiaciute – ha detto la sorella di Blake, Letetra Widman – ma non voglio la vostra pietà. Voglio il cambiamento».

di Marina Catucci 

da il Manifesto del 28 agosto 2020

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