Milano, attacco agli spazi – Lock sotto sgombero dopo pochi giorni di occupazione

Sono passate poche ore dall’occupazione in Ortica e ancora meno ore dalla grande assemblea in Torchiera in difesa degli spazi sociali che l’attacco alle realtà autogestite ed occupate in città ha già iniziato a dispiegarsi. E’ di poche ore fa la notizia che il Laboratorio Occupato Kasciavit è già sotto sgombero. La Questura utilizza come motivo ufficiale l’emergenza Covid, ma qualcosa induce a pensare che la potente proprietà dell’immobile abbia un qualche ruolo. Lock va dunque ad aggiungersi ad altri spazi milanesi sotto pressione (con diverse modalità) come Lambretta, Torchiera e Ri-Make.

Ecco il comunicato.

LOCK SOTTO ATTACCO – CHIAMATA ALLA SOLIDARIETA’
Il 2 Settembre 2020 nasce L.OC.K., Laboratorio Occupato Kasciavit, una spinta energica che si riversa sulla città e le restituisce uno spazio in zona Ortica, via Trentacoste 7. Lo stabile è l’ex-Mondadori, vuoto ormai da tre anni e lasciato all’abbandono e al degrado. Il progetto nasce per creare uno spazio all’interno del quartiere e della città dove chiunque possa portare idee, mettersi in gioco ma soprattutto creare percorsi e progetti attraversabili ed accessibili per tutte e tutti. In soli tre giorni, nel laboratorio abbiamo iniziato il lungo lavoro di ristrutturazion e sanificazione.
Abbiamo creato un’aula studio, stilato e distribuito un questionario al quartiere per raccogliere proposte e idee, organizzato le nuove consegne della Brigata Scighera in tutta zona tre, portando i pacchi alimentari nello spazio e facendo partire le prime distribuzioni.
A tutto questo però vogliono già mettere la parola Fine.
La decisione della Questura è quella di sgomberarci dopo solo tre giorni dalla nascita del laboratorio, una decisione che è chiaramente parte di una volontà politica che mira ad eliminare tutte quelle realtà sociali che portano un respiro all’interno della nostra città.
Durante l’emergenza Covid ci siamo presi carico di sanare tutti quei vuoti che le istituzioni avevano lasciato all’interno del nostro comune, aiutando le famiglie in difficoltà e le persone più bisognose. Nel frattempo, con le mani in mano, le istituzioni elogiavano il nostro lavoro, affibbiandoci appellativi come “gli angeli della città” o “i bravi ragazzi dei centri sociali”. Tuttavia, non ci hanno mai garantito uno spazio necessario per le nostre attività, e men che meno un effettivo aiuto durante il nostro lavoro. E adesso, dopo che il pieno dell’emergenza è passato, la nostra collettività non solo si ritrova senza nessun riconoscimento, ma addirittura ci viene rigirato contro lo stesso fenomeno per il quale prima venivamo ringraziati.
La Questura di Milano ha strumentalizzato per l’ennesima volta l’emergenza sanitaria: la prima di una lunga serie di repressioni nei confronti delle realtà Milanesi, con il pretesto del Covid-19. Questa è stata la loro principale motivazione dello sgombero, anche se è chiaro che il reale motivo sia un altro.
Eliminare quindi ogni forma di dissenso e contraddizione possibile, azzerare ogni forma di organizzazione e appiattire un contesto sociale che può rivelarsi scomodo per gli equilibri del sistema. Non stiamo parlando di uno sgombero per emergenza sanitaria, ma di uno sgombero che cavalca un’emergenza per nascondere sotto il tappeto anni di incapacità e ruberie, usando come capro espiatorio chi prova a costruire un’alternativa concreta e praticabile.Chi si aspetta che faremo un solo passo indietro su quello che è stato il nostro agire e quello che sarà in futuro si sbaglia di grosso, il territorio ha bisogno di alternative concrete e noi ci batteremo fino all’ultimo affinché questo sia possibile. Non avalleremo i giochi politici di Questura e istituzioni ma, al contrario, chiamiamo a raccolta chi in questi mesi si è sporcato le mani come noi, senza interessi o profitti, ma con la voglia di costruire una città di sotto che un domani sia in grado di ribaltare il tavolo.
Chiediamo a tutte le realtà sociali, sindacali e associative di prendere una posizione partigiana che mai come ora è indispensabile.
Chiediamo a tutte e tutti di schierarsi in difesa di chi prova a costruire un altro mondo possibile, chiediamo di farlo concretamente, con ogni mezzo a disposizione.
Questo weekend apriremo lo spazio al quartiere, mettendo a frutto il lavoro di inchiesta che stiamo facendo, costruendo l’assemblea verso lo sciopero della scuola del 25/09 e raccogliendo spunti di riflessione da chiunque voglia venire a supportarci. Da lunedì ricomincerà il lavoro della Brigata e pensiamo sia fondamentale tutelarlo con ogni mezzo necessario, sia per le centinaia di famiglie in difficolta sia per il sostegno concreto che questo progetto ha portato al quartiere.
Invitiamo tutte le brigate con le quali abbiamo condiviso questi mesi di duro lavoro a una serie di colazioni solidali partendo da lunedì, per preservare il lavoro delle volontarie e dei volontari e garantire il servizio, dallo scarico che avverrà ad inizio settimana, alla distribuzione, passando per i ritiri in loco.
Invitiamo tutte e tutti ad esprimere solidarietà in ogni sua forma, ognuno con i propri mezzi.
Invitiamo chiunque a passare, conoscerci e toccare con mano quello che stiamo costruendo e vorremo costruire. Insieme.
La solidarietà è un arma vincente che fa paura a chi ci vuole metterci con le spalle al muro. Chi pensa di spaventarci, Questura o palazzinari che siano, si prepari ad affrontare la Milano che in questi mesi ha deciso di mobilitarsi per il bene della comunità, con cuore, passione e voglia di cambiamento reale.
Unit* si vince, ed è ora di dimostrarlo!

L.OC.K.(Laboratorio Occupato Kasciavìt)
Collettivo Kasciavit
Coordinamento Studentesco Azadi
Brigata Scighera
Ciclofficina Fantasma
Libreria Sibilla
DellaMove Project
La Perla Nera
Armata Pirata 161
Piattaforma – NODAD

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Una replica a “Milano, attacco agli spazi – Lock sotto sgombero dopo pochi giorni di occupazione”

  1. salvatore ha detto:

    Piena solidarieta’ a voi e a tutte le altre realta’ che da molti anni a Milano lottano per una citta’ dove la cultura in tutte le sue forme non debba essere privilegio di pochi.

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