Sgombero in Turchino – Prosegue la guerra del decoro ai quartieri popolari

mim4Questa mattina sgombero di una ragazza occupante di un appartamento MM in Via del Turchino.
 
Ci risiamo… Neanche a farlo apposta, a pochi giorni dall’uscita di un editoriale “muscolare” sul Corriere della Sera (qui la risposta di MilanoInMovimento) che additava come nemico pubblico numero uno della “rinascita di Milano” i centri sociali e gli occupanti di case (che fantasia!) ci troviamo a raccontare uno sgombero immotivato avvenuto in Via del Turchino, in zona Piazzale Cuoco.
 
Questa mattina Via del Turchino è stata totalmente militarizzata da Digos, Carabinieri e Polizia che hanno proceduto, con il supporto di MM, allo sgombero di un appartamento delle case popolari.
 
Ad essere sgomberata una ragazza, attivista del Lambretta, conosciuta e benvoluta da tutta la via per la sua costante attività di miglioramento delle condizioni del quartiere.
 
Nonostante l’orario lavorativo, nel giro di un’oretta, si è costituito in strada un presidio solidale di una quarantina tra attivisti e abitanti del quartiere.
 
Un quartiere difficile quello dietro l’Ortomercato di Milano. Un quartiere dove la povertà e il degrado la fanno da padroni e dove i pochi interventi istituzionali, di solito, vestono di blu e portano casco e manganello. Un quartiere che ha visto, pochi anni fa, la morte di Michele Ferrulli durante un fermo di Polizia (vicenda per la quale è ancora in corso un processo).
 
A Milano l’edilizia popolare viene gestita da ALER e da MM cui il Comune, durante l’amministrazione Pisapia, ha affidato il suo patrimonio pubblico.
 
Da un lato quindi l’inefficienza, la corruzione e i buchi di bilancio di ALER.
 
Dall’altro l’efficientismo di MM che tra sgomberi e processi contro gli occupanti sta mettendo in campo una durissima controffensiva contro gli abusivi.
 
In Via del Turchino poi, la strategia sembra particolare. Lo scopo sembra essere quello di sgomberare per primi gli attivisti politici che si impegnano nella la lotta per la casa e per migliorare la vita del quartiere. Del resto, un funzionario, in uno dei passati sgomberi si era lasciato sfuggire la frase abbastanza chiara: “…tanto sgomberiamo per primi quelli dei centri sociali…”.
 
Ci sembra importante continuare a mettere della sabbia negli ingranaggi inesorabili della narrazione post-Expo. Una metropoli autocompiaciuta e sognante dove, a sentire i “cantori ufficiali” tutto funziona e marcia per il meglio… Citando Leibniz insomma…vivremmo nel migliore dei mondi possibili. Peccato che quando si esce della circonvallazione esterna e si entra nei quartieri popolari questo immaginario idilliaco cade in frantumi.
 
Continueremo per tutto oggi a seguire la vicenda.
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