Via Watteau: abbattuto il muro dei graffiti

Lo confessiamo, appena abbiamo visto in rete il filmato di una ruspa che abbatteva un muro in via Watteau abbiamo pensato (deformazione professionale) a uno sgombero.

Poi, osservando meglio, ci siamo resi conto che quello che veniva abbattuto era il muro dei graffiti che si trovava dall’altra parte della strada, proprio di fronte al Leoncavallo. Un muro di quella che era un’autofficina e che negli anni si era riempito di incredibili opere d’arte.

Da questa mattina quel muro non esiste più. Immaginiamo che al suo posto verrà costruita qualche residenza di lusso come è ormai di moda in questa metropoli.

Riprendiamo qui le amare parole del Leoncavallo:

Riqualificare? E ruspa sia!
Anni e anni (dal 1994) di colori e una sola mattina per tirarli giù.
Questa è la verità che si cela dietro parole come riqualificazione e gentrificazione.
Il Leoncavallo si trova esattamente tra Nolo, la Maggiolina e Bicocca: da una parte rimbombano continui slogan di cultura, riqualificazione, decoro, e tanti “evviva la gentrificazione!”; dall’altra costruiscono palazzi di extralusso, futuri appartamenti prevalentemente vuoti su cui si fa profitto.
Per costruire, si abbatte.
Questo è il risultato della cecità di una città che inneggia al continuo sviluppo economico ed estetico, ad uno sfrenato consumo, con cui maschera i reali bisogni del territorio.
Milano nel suo sviluppo da città “cosmopolita” distrugge e dimentica la sua storia, la resetta per iniziare altre narrazioni costruite sul marketing: le vittime non sono solo i muri ma anche chi crede entusiasta alle sue promesse, ai consumatori d’immagini.
Ecco ciò che viene abbattuto, immaginatevi ciò che si costruirà.

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Una replica a “Via Watteau: abbattuto il muro dei graffiti”

  1. Molestio ha detto:

    Beh il leoncavallo praticamente si è già abbattuto da solo, peccato per quel muro ma quello che ci sta di fronte è già crollato da tempo.

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