La prevedibile stretta del Governo Draghi alle manifestazioni

Ci risiamo! L’annunciatissima circolare del Ministero dell’Interno ai Prefetti sulla regolamentazione delle manifestazioni nelle prossime settimane sembra, a quanto anticipato dagli organi di stampa, farci fare un salto indietro di un anno quando, in piena seconda ondata (va comunque ricordato che se il 9 novembre 2020 i decessi per Covid erano 356 ieri sono stati 68) , le mobilitazioni erano pressoché impossibili se non stanziali e con talmente tante limitazioni da scoraggiarle tanto che a Milano si dovette attendere l’8 marzo 2021 di NonUnaDiMeno per riuscire a rivedere qualche migliaio di persone in Duomo per una piazza statica.

Dopo la disastrosa gestione dell’ordine pubblico a Roma nella giornata del 9 ottobre che ha portato all’assalto (annunciato dal palco di piazza del Popolo) della sede nazionale della CGIL e per il quale, stranamente, Prefetto e Questore sono rimasti al loro posto, le cose si sono mosse su un piano inclinato in modo sempre più rapido.

Da un lato si è assistito alla vera e propria campagna di terrorismo mediatico in stile G8 2001 in vista del G20 di Roma che ha portato alla mobilitazione spropositata di 5.000 uomini a tutela dell’ordine pubblico per contrastare una bella manifestazione di massa e pacifica. Dall’altro si è assistito ad alcune misure assai opinabili nei confronti delle mobilitazioni contro il Green Pass come il foglio di via dato dalla Questura di Roma a Stefano Puzzer reo di aver allestito un banchetto in piazza del Popolo oppure gli idranti e i lacrimogeni usati al porto di Trieste per sciogliere un blocco di manifestanti pacifico e che, nei fatti non bloccava l’operatività delle strutture portuali (una pratica usata abitualmente per sciogliere i picchetti dei lavoratori della logistica, ma che in quel caso non crea scandalo né le grida indignate della destra).

In questi giorni si arriva alla nuova circolare del Ministro Lamorgese. Le gocce che sembrano aver fatto traboccare il vaso sono state l’aumento dei contagi a Trieste e il sedicesimo sabato di manifestazioni No Green Pass a Milano con i manifestanti che si sono rifiutati di rispettare le prescrizioni della Questura.

Gli ultimi giorni sembrano aver impresso una svolta con alcune dichiarazioni assolutamente sopra le righe come quella del Sindaco di Trieste che ha invocato leggi speciali “come ai tempi delle BR” o il grande amante del nucleare, Ministro della Finzione Ecologica Cingolani che, a proposito delle proteste di Fridays For Future durante la Cop26, ha avuto l’ardire di dichiarare che sarebbe eversivo negare l’opera dei governi contro il cambiamento climatico. Ci sono poi i commercianti milanesi, non certo l’ultima ruota del carro, a tuonare inferociti contro il calo degli incassi causato dalle mobilitazioni dei sabati No Green Pass.

In ultimo arrivano anche le dichiarazioni del Questore di Milano Petronzi che, fino ad oggi va detto, ha gestito le piazze con un certo buon senso, ma che noi ricordiamo capace anche del pugno di ferro in Val di Susa che a la Repubblica ha dichiarato: “Adesso cambia il film” riferendosi alle possibili mobilitazioni del prossimo week-end.

A quanto emerge dalle anticipazioni le mobilitazioni di piazza torneranno ad essere stanziali e lontane il più possibile dai centri storici e dalle grandi arterie commerciali.

Lecito, come fanno i compagni e le compagne di Dinamopress, sentire suonare un campanello d’allarme per il futuro di fronte a queste misure.

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