Lavoratrici e lavoratori H&M: “Non siamo manichini!”

Il mondo del lavoro, appena terminata la prima fase dell’emergenza Covid ha visto un riaccendersi della conflittualità in molti settori che vanno dalla logistica allo spettacolo, dalla sanità alla scuola passando per il commercio. Inutile nascondere che i timori per la tenuta occupazionale terminata la fase estiva siano molto alti. H&M, nonostante i profitti, ha annunciato, già durante il lockdown, la chiusura di due punti vendita storici a Milano. Ospitiamo qui una lettera dei lavoratori che preannunciano mobilitazione per sabato.

Sabato 18 luglio alle ore 15.00 saremo davanti al negozio di H&M a Milano in Corso Buenos Aires, tra le vetrine colorate e spensierate dietro le quali si nascondono soprusi e vessazioni.

Ci rivolgiamo a tutte/i nel sostenerci in questa nostra prima iniziativa pubblica come ADL Cobas.

Dietro H&M, una delle multinazionali più redditizie del settore, si nascondono i timori e la disperazione per le nostre vite compromesse dai licenziamenti mascherati sotto forma di trasferimenti.
Seppur H&M abbia registrato risultati positivi durante i primi mesi dell’anno e abbia continuato a fatturare anche durante il lockdown grazie allo store online, il colosso milionario riprova a mantenere e aumentare i propri profitti chiudendo due negozi storici di Milano per liberarsi di noi lavoratrici e lavoratori.
La strategia aziendale, nonostante la liquidità e gli aiuti di cui dispone, punta a sfruttare la crisi generata dal Covid per giustificare una precedente ristrutturazione che mirava a sostituire i lavoratori e le lavoratrici più anziane, che non corrispondono ai canoni imposti dalla mercificazione dei nostri corpi, con nuovi precari da sottopagare e sfruttare attraverso contratti a intermittenza e a chiamata.
Quali criteri siano stati utilizzati per operare tali trasferimenti non ci è dato sapere. Sicuramente non sono stati tenuti in considerazione gli obblighi legati alla legge 104 né le complesse condizioni di gestione familiare che coinvolgono, non solo le neomamme, ma tutte le donne costrette a colmare l’assenza di un welfare in agonia.
Non siamo manichini in serie da rottamare quando il “costo” dei diritti e delle tutele contrasta con i guadagni e i profitti di chi specula sullo sfruttamento della riorganizzazione selvaggia delle aziende.
Per questo abbiamo scelto di organizzarci insieme ad ADL Cobas, per questo attraverso il loro sostegno e con la solidarietà di tutte le realtà cittadine che chiamiamo ad appoggiarci, denunceremo pubblicamente un’ingiustizia travestita da ennesima crisi che non siamo disposte e disposti a pagare.
Sosteneteci generosamente perché la nostra è e sarà la lotta di tante e tanti che, come noi, si ribelleranno ai futuri ricatti.

APPUNTAMENTO SABATO 18 LUGLIO ORE 15.00 IN CORSO BUENOS AIRES, VI ASPETTIAMO

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