Strage di Bologna, un ferita ancora aperta

Sono passati 40 anni dalla bomba alla Stazione di Bologna che lasciò tra le macerie 85 vittime e centinaia di feriti. Una strage fascista che, come tutte le stragi commesse dai neofascisti, non riesce a dare un nome certo a tutti i protagonisti. Succede che vengano lasciato fuori dalle indagini i veri mandanti e il più delle volte anche gli esecutori. Le rare volte che qualcuno viene condannato si moltiplicano i colpi di scena, l’ultimo in ordine di tempo una intercettazione telefonica del 1996 di Carlo Maria Maggi che solo ora viene allegata alla nuova inchiesta sull’attentato di Bologna. Nei mesi scorsi, la trasmissione Report del 27 aprile 2020 ha rintracciato un neofascista inglese che ebbe relazioni con Roberto Fiore, Ray Hill, mai sentito dagli investigatori italiani. Il motivo? Un nome sbagliato trascritto nelle carte.
A gennaio 2020 viene condannato Gilberto Cavallini mentre i due principali protagonisti, Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, con alle spalle decine di omicidi e la strage di Bologna, si godono la libertà.

Non solo, a quarant’anni dalla strage si è tenuto, lo scorso 23 luglio presso una Sala del Senato della Repubblica, un convegno nel quale si cercano altre “verità”, a promuoverlo neofascisti ora seduti sugli scranni istituzionali dei Fratelli d’Italia, ma anche parlamentari 5 Stelle, tutti insieme per offrire nuove versioni per una strage commessa dai fascisti con la complicità della criminalità organizzata e i soliti servizi segreti in azione dalla fine degli anni ‘60 a partire dalla strage di piazza Fontana. Oggi poi anche lo sfregio delle manifestazioni organizzate dal Comitato L’ora della verità, che guidati da Gabriele Adinolfi e una lunga lista di vecchi e nuovi nomi del neofascismo, intendono ribadire che nessuno di loro era a Bologna. Forse 85 morti sulla coscienza sono troppi ma la verità storica ha sempre dimostrato che in questo paese le bombe sui treni e nelle banche le hanno messe i fascisti, manovalanza di pezzi dello Stato che non potevano tollerare le lotte sociali in atto nel paese. A fornire i soldi secondo le ultime notizie il Gran Maestro della P2 Licio Gelli.

Ribadiamo ancora una volta che tutte le stragi in Italia sono state commesse dai fascisti con diverse complicità anche ad alti livelli istituzionali, per questo non crediamo alle proposte di pacificazione che vengono da più parti, utili solo per coprire le vere responsabilità.

Memoria Antifascista

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