Tutto chiacchiere e distintivo, la crociata del governo Meloni contro la “violenza giovanile”

Chi ricorda il “Decreto rave”?
Sarebbe interessante sapere quanti procedimenti sono stati aperti a seguito di quel decreto, secondo me meno di una decina, ma forse nessuno.
Adesso dopo i rave il governo ha deciso di “ puntare “ i giovani, che non votano neanche e quindi non si perde consenso.
Con una serie di misure inutili, inapplicabili, ma dal punto di vista culturale giudiziario, pericolose.
Il solito metodo di fare finta di intervenire eliminando il problema, o l’asserito tale, che in questo caso è quello giovanile, solo con misure repressive, come se il problema non fosse culturale, educativo, ma si risolvesse con arresti e Daspo.
Daspo che viene istituito anche per i minorenni, inopinatamente prevedendolo anche nei luoghi di studio e senza che necessiti di una condanna, ma solo sulla base di una semplice denuncia per chi detiene sostanze stupefacenti a fini di spaccio, quindi la decisione sulla finalità della detenzione non la farà più un giudice, ma le Forze dell’Ordine.
Bena ma non benissimo, verrebbe da dire.
Lo stesso Daspo che ormai in vigore da tempo per i maggiorenni non sembra abbia dato risultati particolarmente brillanti.

La prevenzione della violenza giovanile, così dice testualmente il titolo del comunicato stampa del governo, viene affrontata con il divieto di utilizzo di dispositivi di telecomunicazione e servizi informatici.
La ratio è criptica e l’applicabilità del controllo pure.
Ma probabilmente la misura più assurda è quella dell’ammonimento per i giovani fra i 12 e 14 anni, che non essendo punibili (la ventilata proposta di abbassare l’età di punibilità è parsa eccessiva anche al governo) verrebbero ammoniti, alla presenza dei genitori, dal Questore, che potrà multarli per il comportamento dei figli, salvo che non provino di non aver potuto impedire il fatto delittuoso.

Non mancano poi gli aumenti di pena, come se spostando il minimo edittale da 6 mesi a un anno si ottenga qualche risultato; la creazione di nuovi reati, questo governo è una vera pacchia per gli avvocati penalisti e la possibilità di arrestare in flagranza i minorenni per una serie di fattispecie, oggettivamente non particolarmente gravi, per i quali prima non era possibile.

Ripeto dal punto di vista pratico, immagino cambierà quasi nulla, perché fortunatamente l’applicazione delle norma la fanno i tecnici e non i politici, ma è l’ennesimo intervento disastroso di una politica, tutta chiacchere e distintivo.

Mirko Mazzali

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