[DallaRete] Commento al Rapporto di Amnesty International “We had nowhere else to go”

amnesty_logo-599x275Riportiamo un’interessante analisi a cura di Martina Bianchi sul rapporto di Amnesty International sulle operazioni militari dei Curdi nel conflitto contro l’ISIS in Rojava. Il rapporto del 12 Ottobre 2015 parla di distruzione di edifici civili, della confisca di proprietà private e di trasferimenti forzati di popolazione civile durante le operazioni militari in Rojava. Queste pratiche sarebbero state messe in atto contro la popolazione araba e turcomanna. L’analisi critica sia alcuni aspetti formali/metodologici della costruzione del rapporto che le conclusioni “politiche” evidenziando che nelle operazioni di YPG e YPJ (le forze guerrigliere curde) non c’è stato alcun intento repressivo o discriminatorio. Nell’analisi c’è anche un’intervista a Karim Franceschi, cittadino italiano che ha combattuto come volontario nelle fila curde tra il Gennaio e l’Aprile 2015.

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Forced displacement and demolitions in northern Syria!

di!Martina!Bianchi*!!!

INDICE!!

0.0. Introduzione e sommario dei contenuti

1.0. Analisi critica di alcuni elementi formali del rapporto di Amnesty International

2.0. Analisi critica di alcuni elementi sostanziali del rapporto di Amnesty International
2.1. Ricostruzione del quadro legislativo internazionale applicabile
2.2. Sulla valutazione della sussistenza delle imperative ragioni di carattere militari che  avrebbero determinato il trasferimento dei civili
2.2.1 Sulla ricostruzione del quadro politico e sociale della regione del nord della Siria  denominata Rojava
2.2.2 Sul quadro istituzionale del Cantone di Cezire
2.3. Sulla valutazione delle testimonianze incluse nel rapporto di Amnesty International a seguito dell’integrazione degli elementi del contesto istituzionale, sociale e politico.
2.4. Ricostruzione della prassi militare delle YPG e YPJ;
2.4.1 Intervista a Karim Franceschi;
2.4.2 Analisi dei contenuti dell’intervista e ricostruzione dell’effettivo contenuto degli  imperanti motivi militari e di sicurezza che avrebbero indotto squadre delle YPG e YPJ a  distruggere abitazioni o altri edifici civili, a requisire di beni di proprietà privata e a trasferire coercitivamente i civili

3.0   Sulle ipotesi di bilanciamento di diritti fondamentali

4.0 Sulle altre eventuali ipotesi di distruzione di abitazioni civili, saccheggi e allontanamenti forzati della popolazione non giustificati da imperanti motivi militari o dalla necessità di garantire la sicurezza dei civili in area di conflitto

5.0. Sulle conclusioni e sulle raccomandazioni del rapporto di Amnesty International. LEGGI TUTTO:  Commento al Rapporto

ALLEGATO A: Traduzione in lingua italiana del rapporto di Amnesty International ‘WE HAD NOWHERE ELSE TO GO’, Forced displacement and demolitions in northern Syria, pubblicato in data 12 ottobre 2015, index MDE 24/2503/2015, ( Traduzione Rapporto Amnesty ) a cura di Martina Bianchi.

* Martina Bianchi è dottoranda di ricerca in Diritto Internazionale e dell’Unione Europea presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pisa. L’autrice desidera ringraziare Karim Franceschi per l’intervista da lui rilasciata ed inclusa nel presente commento.

http://www.uikionlus.com/commento-al-rapporto-di-amnesty-international-we-had-nowhere-else-to-go/

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