[DallaRete] Gli insegnanti solidali con gli studenti: Flc Cgil condanna la violenza della polizia

10808000_10152840575167964_1153668701_nLa giornata di oggi, 14 Novembre, ha visto una straordinaria partecipazione di migliaia di lavoratori, cittadini, disoccupati, studenti che hanno pacificamente sfilato in corteo lungo le vie di Milano per chiedere al governo diritti, investimenti e lavoro. La manifestazione della FIOM e della CGIL si è conclusa in Piazza del Duomo con un comizio finale. Nel frattempo gli studenti, che manifestavano per rivendicare il diritto allo studio e contro il piano scuola del governo, sono stati fermati dalle forze dell’ordine che hanno loro impedito, con l’uso della forza, l’accesso a Piazza Fontana, che pure era stata concessa in precedenza. Gli studenti hanno quindi tenuto un’assemblea in Università Statale e successivamente un piccolo gruppo si è recato all’Arcivescovado per protestare anche contro la richiesta fatta dalla Curia di segnalare le scuole all’interno delle quali si trattano tematiche inerenti l’omosessualità.

Le forze dell’ordine hanno spinto gli studenti all’ingresso dell’Arcivescovado, impedendo loro di uscire, caricandoli alle spalle con ingiustificata violenza, procurando diversi feriti e contusi tra di loro. Ribadiamo il diritto di chiunque di esprimere liberamente le proprie opinioni in maniera pacifica e di poter scegliere, nel rispetto delle libertà costituzionali esistenti e al di fuori di dogmi imposti, i temi da discutere, senza dover sottostare a limitazioni e imposizioni di forma decisamente antidemocratica, sia nelle piazze, sia nelle scuole.

Gli studenti erano minorenni e disarmati e non hanno messo in atto alcuna provocazione e forma di violenza nei confronti delle istituzioni e delle forze dell’ordine.

Condanniamo l’intervento della polizia che riteniamo grave e ingiustificato. Episodi di attacco daparte delle forze dell’ordine si stanno ripetendo e questo costituisce un elemento di forte preoccupazione, a fronte di lavoratori che manifestano per difendere il proprio posto di lavoro e di studenti che manifestano per una scuola migliore e per un accesso al diritto allo studio e al loro futuro.

Chiediamo ai rappresentanti istituzionali di assumersi la responsabilità del comportamento delle forze dell’ordine e di ripristinare un clima di diritti e di democrazia nel quale si possa manifestare liberamente il proprio pensiero senza il timore di essere repressi.

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