5 Novembre 2016 – Quando il diritto di manifestare è sotto attacco

14955895_1280776565316366_71557976983158538_n“Ha prevalso la tranquillità dell’ordine pubblico – ha spiegato il Prefetto della città Michele Tortora – Non potevamo certo manganellare le persone”. Goro 25 Ottobre 2016.

Queste le dichiarazioni del Prefetto della città di Ferrara (competente su Goro e Gorino) quando un gruppo di razzisti ha inscenato delle barricate per impedire l’accoglienza di 12 migranti fra donne e bambini. Lo scenario che invece si è svolto sabato in tutto lo stivale è stato decisamente tutt’altro: manganellate e arresti a Firenze, Roma e Pavia. Evidentemente ci sono due pesi e due misure, fra chi incita a politiche razziste e xenofobe e nei confronti delle diverse migliaia di persone che sono scese in piazza per urlare a gran voce che sono contrari alle politiche del governo Renzi a Firenze o che come a Roma e Pavia, si sono opposti a parate fasciste.

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Il corteo di Firenze

Il clima repressivo in Italia sta peggiorando sempre di più, a pari passo con la crisi economica che ogni giorno dobbiamo affrontare in tema lavorativo, abitativo o d’accoglienza solidale verso chi scappa dal proprio paese nella ricerca di una vita migliore. Nonostante i divieti sabato abbiamo dimostrato che c’è ancora chi decide di non abbassare la testa, ma di metterci corpo e cervello per non sottostare ad un clima intimidatorio, che ci vorrebbe tutt* asservit*e silenti alle politiche dell’austerity che favoriscono i disastri ambientali, la precarietà intesa come annientamento del futuro, lo smantellamento dell’istruzione pubblica in favore di una scuola-azienda, una società chiusa e razzista, impaurita da ciò che non conosce.

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La contestazione di Firenze a Renzi

Noi diciamo NO!!
Come il 5 a Firenze andremo a gridarlo ancora a Roma il 27 Novembre. Solidali con Checco, arrestato ieri a Firenze e a tutti e tutte le arrestate a Roma Liberi tutti e subito.
Csoa Lambretta
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