Caro Beppe ti scrivo…

Risposta alla lettera del Sindaco ai milanesi sull’aumento dei biglietti.

Nella giornata di ieri i milanesi iscritti al sito del Comune hanno avuto occasione di leggere la lettera aperta inviata dal Sindaco Sala ai suoi cittadini in occasione dell’aumento del costo del biglietto scattato, appunto, il 15 luglio e di cui abbiamo già scritto diverse volte.

La lettera, ben studiata e che con abilità fa appello a quella tipica “fierezza meneghina” del fare e del non lamentarsi troppo, rappresenta nei fatti una rivendicazione della decisione di aumentare il prezzo del biglietto ordinario urbano e delle potenzialità di una tale decisione .

Ma non è solo questo. E’ anche una sorta di manifesto politico dominato da una parola. La parola è “avanti”.

Come a dire che la metropoli guarda al futuro mentre il resto della Penisola stagna nel rancore e nell’immobilismo.

Ed è interessante riportare il seguente estratto della lettera perché permette di esprimerci su alcuni punti non proprio secondari e sollevare qualche domanda:

Potremmo goderci i complimenti che stiamo ricevendo, ma non saremmo Milano. Guardare avanti, puntare a un futuro migliore, più equo e più rispettoso dell’ambiente: questi sono gli obiettivi che ci siamo proposti e questo è il mio modo di intendere il mestiere di sindaco. Avanti allora con le Olimpiadi del 2026, il nuovo grande appuntamento di Milano e dell’Italia con il mondo. Avanti con gli sviluppi urbanistici che devono continuare a costruire una città che cresce e che è in grado di offrire soluzioni abitative ai giovani, agli anziani e a chi fa fatica. Avanti con la realizzazione di un welfare capace di dare ai Milanesi, vecchi e nuovi, pari opportunità di vivere in città. Avanti con la cura della città, con le opere del Piano Quartieri e con la sua volontà di continuo confronto con tutti i cittadini. Avanti con l’attenzione alla sicurezza e al controllo di quelle situazioni dove l’illegalità cerca di affondare le sue vergognose radici.

Si parla di un guardare avanti per un futuro migliore, più equo e rispettoso dell’ambiente. E poi arriva la prima esortazione: “Avanti con le Olimpiadi!”. Ma, come hanno già avuto modo di sottolineare i giovani di Fridays for Future Milano in questi giorni, a che Olimpiadi stiamo pensando? Al solito modello che si trascina monotonamente e ormai stancamente da decenni? O a qualcosa di nuovo? E’ stata dichiarata l’emergenza climatica…è solo uno specchietto per le allodole o il Comune intende occuparsene come una reale EMERGENZA? Come si coniuga un evento a dir poco rischioso come le Olimpiadi con l’emergenza appena dichiarata? Su questo, a ora, non si hanno risposte.

Si parla poi degli sviluppi urbanistici e si dice “…una città che è in grado di offrire soluzioni abitative ai giovani, agli anziani, a chi fatica?”. Su questo punto proprio non ci siamo! Delle soluzioni abitative per i giovani non si vede traccia! E non è certo con l’housing sociale che si può risolvere il problema. La gioventù milanese, per quanto moderna e dinamica, è attanagliata dalla precarietà e da affitti altissimi. I salari, poi, sono quello che sono (Milano è una città cara, la più cara d’Italia) e se non ci fosse l’onnipresente e italianissimo welfare familistico (tanti si reggono sui risparmi di nonni e genitori utilizzati come ossigeno d’emergenza) si andrebbe rapidamente a gambe all’aria! Un welfare familistico di cui fa parte anche il mettere a rendita le proprietà immobiliari per cercare di dare una mano alle generazioni precarie. Peccato che la storia insegni che quando le rendite superano i redditi la società è malata. E’ veramente così difficile pensare a un intervento sugli affitti e di sostegno alle fasce precarie? Per gli anziani e chi fa fatica vale lo stesso discorso. La politica di edilizia popolare è immobile da decenni. Il disastro di ALER non è responsabilità del Comune, ma differenziare la gestione MM rendendola più umana ed efficace sarebbe un passo non da poco.

“Avanti con la realizzazione di un welfare capace di dare ai Milanesi, vecchi e nuovi, pari opportunità di vivere in città”, aggiunge Sala.  Milano ambisce a diventare “Città Stato”. E’ una città ricchissima, eppure del welfare metropolitano non si vede traccia! I servizi sociali e i relativi investimenti sono l’ultima ruota del carro. Il privato sociale deve fare da paracadute laddove le istituzioni non riescono a farsi carico delle sacche di disagio e debolezza. Peccato che di soldi, nel comparto, ce ne siano pochini e che, anche in questo caso, i salari siano tutt’altro che ricchi!

Dopo un passaggio sul Piano Quartieri si finisce con “…l’attenzione alla sicurezza e alla legalità”. Un passaggio forse necessario per rassicurare la cittadinanza vista la percezione d’insicurezza crescente in una città dove, in realtà, i tassi di criminalità sono in calo da anni e basta anche solo ricordarsi com’era la metropoli negli anni ’70 e ’80 per capire come la narrazione della città insicura così in voga in questi anni sia assolutamente falsa. Noi avremmo preferito un accento posto sulla solidarietà e l’importanza della coesione sociale.

 

Per concludere e tornando al prezzo dei biglietti. Se è vero che l’abbonamento annuale è conveniente, che è possibile utilizzare il biglietto per 90 minuti su tutta la rete (anche in metropolitana dove prima non era possibile) e che si possono raggiungere alcuni paesi dell’hinterland a prezzo, tutto sommato, contenuto è altrettanto vero che, a livello simbolico, questo aumento rimarrà nella memoria dell’opinione pubblica, che gli abbonamenti mensili hanno subito un rincaro notevole e che, a pagare questi incrementi tariffari, più che i poveri, saranno i working poor (tra cui molti tra i 30 e i 40 anni), ovvero la fascia di lavoratori che, nonostante percepiscano un reddito, faticano a far quadrare i bilanci a fine mese e che magari, non hanno un abbonamento. Se poi, questi aumenti, devono essere un escamotage mascherato, per avviare un processo di strisciante privatizzazione di ATM…beh…allora non ci siamo proprio!

E quelli che diranno: “C’è il pericolo nazista che incombe!” rispondiamo che ne siamo consapevoli, ma che forse, fare scelte un po’ più coraggiose e popolari (nel vero senso della parola) sarebbe un bene per tutti.

 


 

Questa la lettera completa del Sindaco:

Lettera aperta del Sindaco di Milano

Cari concittadini,

mi rivolgo a tutti voi in occasione dell’introduzione del nuovo Sistema Tariffario Integrato dei mezzi pubblici. Si tratta di una grande novità. In questi anni non ho mai smesso di affermare che i trasporti sono una delle architravi su cui dobbiamo costruire il futuro della nostra città. Mezzi pubblici il più possibile efficienti e puntuali sono la condizione per avere una Milano capace di crescere, di rispettare i suoi impegni, di assicurare un ambiente più pulito a noi e ai nostri figli. Però, per fare questo è necessario che il sistema dei trasporti non sia costruito a compartimenti stagni ma rappresenti un’opportunità per tutto il territorio metropolitano e oltre. Ed è proprio in questa prospettiva che va letto il nuovo sistema. Per la prima volta con lo stesso biglietto potranno muoversi 4,2 milioni di abitanti di Milano e di altri 212 comuni lombardi. Non solo. L’abbonamento annuale non cambierà di prezzo e abbiamo prodotto un articolato sistema di vantaggi riservati agli under 30 anni, a chi è più disagiato, a chi ha superato i 65 anni di età, e alle famiglie. E inoltre tutti i bambini e i ragazzi sotto i 14 anni avranno uno speciale abbonamento che consentirà di viaggiare sempre gratis su tutti i mezzi pubblici del nostro sistema. Da oggi quindi abbiamo a disposizione uno dei più potenti mezzi per migliorare nei fatti il clima e l’aria che respiriamo nella nostra città. Più useremo tutti i mezzi pubblici, più risparmieremo, meno inquineremo e meno auto entreranno in città ogni giorno. Questo è un risultato molto importante che pone di nuovo la nostra città tra le più avanzate esperienze nello scenario internazionale. Ma, direte, e l’aumento del biglietto? Non ho certamente intenzione di nascondere che il biglietto ordinario aumenta di prezzo, passando da 1,5 a 2 euro. Permettetemi però di aggiungere che con 2 euro da oggi si può viaggiare per 90’ su tutti i mezzi non solo a Milano ma anche in altri 21 Comuni intorno alla nostra città, potendo timbrare più volte in metropolitana. Ma non è questo il punto. Rivendico il diritto e anche il dovere di un sindaco di guardare al futuro della città e di reperire i mezzi necessari per continuare a mantenere Milano al livello raggiunto oggi e anche a migliorarlo. Milano, sulla scia dell’operato dei sindaci che mi hanno preceduto, con l’Expo e con la vitalità che abbiamo saputo esprimere sta vivendo una bellissima stagione. Potremmo goderci i complimenti che stiamo ricevendo, ma non saremmo Milano. Guardare avanti, puntare a un futuro migliore, più equo e più rispettoso dell’ambiente: questi sono gli obiettivi che ci siamo proposti e questo è il mio modo di intendere il mestiere di sindaco. Avanti allora con le Olimpiadi del 2026, il nuovo grande appuntamento di Milano e dell’Italia con il mondo. Avanti con gli sviluppi urbanistici che devono continuare a costruire una città che cresce e che è in grado di offrire soluzioni abitative ai giovani, agli anziani e a chi fa fatica. Avanti con la realizzazione di un welfare capace di dare ai Milanesi, vecchi e nuovi, pari opportunità di vivere in città. Avanti con la cura della città, con le opere del Piano Quartieri e con la sua volontà di continuo confronto con tutti i cittadini. Avanti con l’attenzione alla sicurezza e al controllo di quelle situazioni dove l’illegalità cerca di affondare le sue vergognose radici.

Avanti, dunque, anche con il nuovo Sistema Tariffario studiato per diffondere l’uso dei mezzi pubblici come pratica abituale e continua, fin dai primi anni di vita. Tra un paio d’anni la M4 comincerà a raccontare a milioni di persone una nuova storia della nostra metropolitana, in seguito raggiungeremo Monza e continueremo a studiare e a investire per un sistema di trasporti sempre più integrato ed ecologicamente vantaggioso. Ogni euro che incasseremo in più si tradurrà, e questo è un mio impegno, in qualità del nostro sistema. Vi chiedo di partecipare a questa trasformazione in modo tale che soprattutto i più giovani capiscano e vivano con orgoglio la qualità del nostro sistema. Investiamo oggi per costruire una città nella quale vivere, lavorare e poter crescere i figli. Milano, come i Milanesi, non si ferma mai e procede nella ricerca di nuove modalità di vita che incarnino e sviluppino le nuove sensibilità sociali e ambientali. Il nostro modo di essere contemporanei è fare, fare bene e concretamente. Oggi con questo nuovo Sistema abbiamo fatto bene.

Continuiamo così.

Milano, 15 luglio 2019

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