Devastazione e saccheggio. Ci risiamo!

 

magna1defIn questi giorni assistiamo all’ennesima inchiesta promossa dalla Procura della Repubblica di Milano nei confronti del movimento studentesco cittadino.
A 19 studenti della Statale è arrivata in questi giorni la notifica dell’avviso di conclusione indagini per dei fatti avvenuti nell’Autunno 2008 durante il Movimento dell’Onda, che vide in tutta Italia una mobilitazione imponente degli universitari.
Gli indagati sono accusati di violenza privata, interruzione di pubblico servizio e del famigerato reato di devastazione e saccheggio, tanto tornato in voga nei processi al movimento di questi ultimi anni.
I fatti risalgono al Dicembre del 2008 durante il quale era in corso una occupazione delle aule dell’università meneghina.
Stiamo parlando di oramai sei anni fa e certo la Procura non sembra essersi distinta per celerità nelle indagini. La conseguenza principale ai fini processuali è che la prescrizione dei reati è oramai vicina per i reati meno gravi. Il medesimo discorso, tuttavia, non vale per il reato di devastazione e saccheggio il quale prevede un tempo di prescrizione minimo di 15 anni, pari al massimo della pena edittale prevista dal codice penale.

Nuovamente il suddetto reato viene utilizzato dalle Procure contro i movimenti politici.
Il reato di cui all’art 419 c.p. è compreso tra i delitti contro l’ordine pubblico, ossia tra i reati concretamente capaci di ledere la vita collettiva, ossia l’ordinato assetto e il buon andamento del vivere sociale e l’insieme dei principi fondativi dell’ordinamento necessari alla sua sopravvivenza, ossia, in altre parole, l’ordine legale costituito.
Qui (https://milanoinmovimento.com/primo-piano/devastazione-e-saccheggio-anatomia-di-un-reato-aspettando-la-cassazione-sui-fatti-di-genova) potrete trovare un interessante approfondimento sul reato in questione, dalla sua ratio alla sua applicazione nella storia processuale italiana.

Rimandando riflessioni più approfondite, ci pare doveroso svolgere alcune considerazioni a caldo che ci si affollano in testa.
In primo luogo scorgiamo come tale processo si aggiunga a molti altri in giro per l’Italia, volti a colpire il movimento studentesco dell’Onda che, negli ultimi anni, è sicuramente stato uno dei più significativi momenti di protesta in tutta Europa contro le istituzioni universitarie e le allora recenti riforme e che, andando ben oltre, ha fornito nuova linfa al movimento antagonista italiano, dando vita a nuovi ed eterogenei soggetti politici.

A Milano, quel movimento è stato colpito da un’infinità di processi più o meno grandi tra i quali ricordiamo quello per il corteo che raggiunse la Stazione di Cadorna il giorno degli Stati Generali dell’Università Statale o quello per l’occupazione della Stazione di Lambrate il giorno della votazione della Riforma Gelmini.
Riteniamo quindi che vi sia stato da parte delle istituzioni un tentativo, ancora in corso, di ridurre gli effetti di quello che rappresentarono le ondate di protesta dell’Autunno del 2008, cercando di criminalizzare chi ne prese parte, e riducendoli agli occhi dell’opinione pubblica, come pochi e sparuti rivoltosi con l’obiettivo finale di devastare e danneggiare senza costrutto.

Quanto detto riteniamo sia ben rappresentato da questo ennesimo processo oggi agli onori della cronaca che con assoluta sproporzione dipinge una delle tante occupazioni di quell’Autunno negli atenei italiani in un episodio di razzia e violenza.
Solidali con chi, per l’ennesima volta, si vede contestare accuse folli e e cervellotiche.

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Una replica a “Devastazione e saccheggio. Ci risiamo!”

  1. […] Marzo 2014 il reato è stato contestato nella conclusione di indagini a 19 studenti in relazione ad episodi assolutamente marginali accaduti alla Statale di Milano durante il movimento dell’Onda studentesca dell’Autunno 2008. —– […]

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