Disastro Covid, in Lombardia il nuovo capro espiatorio è Aria

Mentre la Lombardia ha quasi raggiunto la soglia dei 30.000 morti la Regione scarica le responsabilità sul capro espiatorio di turno: Aria.

Nella giornata di ieri, con ulteriori 77 morti, la Lombardia ha raggiunto la cifra di 29.876 decessi dall’inizio della pandemia. Si tratta della non invidiabile percentuale di quasi il 30% dei morti totali italiani.

E mentre Fontana e i suoi referenti economici già sognavano la zona arancione anticipata nella giornata di ieri due notizie sono passate abbastanza sotto silenzio. La prima riferisce il fatto che entro fine mese la Regione finirà le scorte di vaccino. La seconda denota che, nonostante i continui annunci sui media la Lombardia resti in fondo alle classifiche nel rapporto tra vaccini utilizzati rispetto alle disponibilità.

Ieri, nel frattempo, abbiamo assistito all’ennesima tappa di quello che è diventato lo sport preferito nella nostra regione dall’inizio del disastro nel febbraio 2020 ovvero l’italianissima arte dello scaricabarile.

La caccia al capro espiatorio di turno sotto la Madonnina è ormai una tradizione consolidata. La prima testa a saltare, nel giugno scorso, fu quella del Direttore Generale della Sanità Luigi Cajazzo. A gennaio fu la testa del “soldato” Gallera a rotolare. Il povero Assessore al Welfare che, in pieno disastro, la scorsa primavera, non trovò niente di meglio da fare che candidarsi a Sindaco di Milano, è stato sostituito da Letizia Moratti, vera donna di potere valida per tutte le stagioni. A febbraio è stata la volta del ciellino Trivelli che aveva sostituito Cajazzo. Anche il tanto strombazzato ritorno dell’inaffondabile Guido Bertolaso non ha cambiato di molto (per usare un eufemismo) la situazione.

Ora che la Lega e Forza Italia sono entrate nel Governo Draghi  è mancato l’obiettivo grosso a cui sparare. Fontana e soci non possono più attaccare il governo centrale come avevano fatto fino a due mesi fa. Ecco allora addossare la responsabilità della situazione sulle strutture tecniche. In questo caso si tratta di Aria.

Aria, nata nel 2019, è una controllata regionale e quindi a gestione politica di cui il governo lombardo è totalmente responsabile, avrebbe dovuto occuparsi delle prenotazioni dei vaccini. Prenotazioni che, negli ultimi giorni, sono andate più volte nel caos tanto da persuadere le autorità regionali a rivolgersi, per disperazione, alle Poste e alla loro struttura informativa Del resto che qualcosa bollisse in pentola era chiaro perché da dieci giorni sia Bertolaso che la Moratti avevano iniziato a sparare ad alzo zero contro la società.

E mentre Salvini che, incurante del ridicolo e del grottesco, qualche settimana fa aveva il coraggio di affermare che avrebbe proposto a Draghi il “modello lombardo” se n’è uscito con un sibillino: “Chi sbaglia deve pagare” proprio ieri Fontana ha chiesto le dimissioni del Cda di Aria Spa fornendo un assist all’opposizione che con il consigliere del PD Bussolati ha commentato: “Fontana non ha nemmeno avuto il coraggio di firmare la revoca dei vertici di Aria ma si è affidato alla moral suasion”. Se infatti non è scontato che il Cda si dimetterà quello che è sicuro è che il Direttore Generale Lorenzo Gubian, di stretta osservanza leghista, resterà al suo posto.

Insomma, si tratterebbe del solito cambiamento di facciata (sempre che avvenga) per non affrontare mai il vero cuore della questione ovvero il fatto che il famigerato “modello lombardo” con la sua perversa commistione tra pubblico e privato non è stato, non è e non sarà capace di affrontare nel modo migliore la pandemia. Il che è surreale in quella che dovrebbe essere una delle regioni più avanzate del continente.

A questo va ad aggiungersi lo scontro di potere neanche troppo sotterraneo tra Forza Italia e Lega, ma anche all’interno della Lega stessa tra salviniani e giorgettiani per il controllo politico della Lombardia, il tutto mentre i lombardi continuano a morire e a subire un disservizio dietro l’altro. Vedremo se, prima o poi, la rabbia e l’indignazione che si respira sui social ogni volta che qualcuno della giunta prende parola tracimerà diventando una mobilitazione a tutti gli effetti.

* foto in copertina di Barbara Raimondi

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