Gli stipendi non pagati a Expo

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E’ di qualche giorno fa la notizia di un’assemblea sindacale all’interno di Expo che ha visto la partecipazione di una cinquantina di lavoratori del Padiglione Italia sulla vicenda degli stipendi di Giugno non pagati.

La questione, che si aggiunge alla poco edificante vicenda dello spionaggio preventivo verso i lavoratori del sito Expo, è molto interessante e abbiamo deciso di approfondirla.

Come dicevamo l’elemento che ha dato il via a questo episodio è il mancato pagamento dello stipendi di Giugno a dei lavoratori del Padiglione Italia (uno dei fiori all’occhiello di Expo). L’assemblea è stata indetta dalla sola CGIL dopo che per un certo periodo petizioni e lettere mandate dai singoli lavoratori sono cadute nel vuoto.

Ma facciamo un po’ di passi indietro.

L’azienda che non paga gli stipendi è una sola: tale Jec. Questa fa parte di un gruppo di aziende costituitosi appositamente per partecipare alla gara per la gestione degli eventi del Padiglione Italia. Nel periodo di poco antecedente all’inaugurazione dell’Esposizione Universale sorgono evidentemente dei problemi perché il 28 Aprile per l’apertura del Primo Maggio viene chiamata in tutta fretta a organizzare il lavoro l’onnipresente Manpower.

A Giugno, e per un solo mese, torna in scena la Jec che fa gestire il Padiglione Italia alla società The Kay (fondata a Maggio 2015 e con un capitale sociale molto basso). Poi, a Luglio, la gestione viene nuovamente riaffidata e attribuita allo Studio Ega in collaborazione, tanto per cambiare, con Manpower.

Una serie di domande sorgono spontanee.

Perché ARCA (la centrale acquisti regionale) non ha assegnato la gestione prima del Primo Maggio?
Perché dopo un solo mese il servizio viene riassegnato a Jec?
Non era possibile un controllo preventivo della solidità e della serietà delle aziende chiamata a gestire Expo?

Ma la vicenda è ulteriormente ingarbugliata perché Expo non ha riconosciuto il passaggio da Jec a The Kay ed è quindi in atto un contenzioso. Da qui lo stop degli stipendi. Da notare che la società Jec non ha pagato non solo hostess e steward, ma anche ruoli più alti a livello dirigenziale.

In questo momento lo scopo primario è quello di ottenere il pagamento degli stipendi e il rispetto dei sacrosanti diritti maturati dai lavoratori come corrispettivo della loro prestazione lavorativa.

Citando l’amareggiato commento di qualcuno che conosce da dentro l’intera vicenda dell’Esposizione Universale: “Qui a Expo vengon fuori delle merdate incredibili, ma formalmente tutto deve essere ineccepibile”.

Lo “Speciale NoExpo” di MilanoInMovimento

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