Il 18 aprile in piazza contro i razzisti della remigrazione
I centri sociali ci saranno!
Il 18 aprile Salvini ha chiamato a raduno le sue schiere per ospitare un ripugnante comizio che, nella piazza centrale di Milano, città riconosciuta capitale della Resistenza partigiana, invocherà odio, razzismo, sessismo, repressione, controllo dei corpi, militarizzazione e suprematismo.
Nel contesto della stretta virata a destra dell’occidente, i Patrioti per l’Europa sono protagonisti di una battaglia politica suprematista e guerrafondaia all’insegna del riarmo, del sovranismo e della “remigrazione”. La Lega, ovviamente, è tra i primi sostenitori e tirapiedi dell’iniziativa e cerca spazio nelle strade e nelle piazze di Milano, dove non ne troverà. Nella nostra città non c’è spazio per fascisti e aspiranti dittatori, non c’è spazio per razzismo e segregazione, non c’è spazio per imperialismo, falsi miti e falsi dei.
Ovunque governino, uno dei primi terreni d’attacco delle destre nazionaliste è il controllo dei corpi femminili, marginalizzati e non conformi: attaccando l’autonomia riproduttiva, ostacolano l’accesso all’aborto, imponendo la norma binaria e l’immagine di madre come unica possibile.
Parlano di sicurezza strumentalizzando le violenze di genere e vendono repressione e profilazione razziale nei quartieri, parlano di libertà di espressione e criminalizzano il dissenso, proponendo persino una taglia per l’antifascismo.

Ebbene, ai nostri posti ci troveranno. Milano è antirazzista, Milano è transfemminista, Milano è partigiana, Milano è il 25 Aprile, Milano è antifa.
Parliamo di casa, parliamo di lavoro, parliamo di sanità, parliamo di cittadinanza, parliamo di consenso e desiderio, parliamo di autodeterminazione, parliamo di accesso all’interruzione volontaria di gravidanza, parliamo di istruzione, difendiamo il diritto alla Resistenza.
Dopo la liberazione dal nazifascismo è esasperante trovarsi di fronte a certe parole d’ordine e una settimana prima del 25 Aprile è inaccettabile un palco del genere in piazza del Duomo.
Non vogliamo padroni, né in casa né altrove, né ora né mai. Ci vediamo il 17 aprile per un controconvegno in statale per smantellare le loro narrazioni.
Il 18 aprile scendiamo in piazza.
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