Il Pio Albergo Trivulzio condannato per attività antisindacale

Nella giornata di ieri è diventata pubblica la notizia della condanna del Pio Albergo Trivulzio da parte del Tribunale del Lavoro di Milano per attività antisindacale per la sospensione del delegato della FP-Cgil Pietro La Grassa.

Ricordiamo che il Pio Albergo Trivulzio era finito nell’occhio del ciclone giudiziario e mediatico durante la prima ondata di Covid19 per la mortalità degli ospiti. Alle indagini e ai reportage giornalistici si sono anche aggiunte le denunce dei parenti dei morti.

La Grassa, che ha ben 31 anni di servizio, ha collezionato negli ultimi mesi ben 7 procedimenti disciplinari.

Per chi conosca minimamente i rapporti di forza all’interno dei posti di lavoro il sommarsi di provvedimenti disciplinari è sempre il segnale di una scelta chiara da parte del datore di lavoro. I provvedimenti disciplinari sono spesso e volentieri una “scelta politica” soprattutto quando vengono intentati nei confronti dei delegati sindacali.

La Grassa aveva raccontato il clima pesante che si respirava all’interno delle corsie del PAT con circa 120 procedure disciplinari negli ultimi mesi nei confronti dei lavoratori.

Riportiamo qui uno stralcio della sentenza che ci sembra abbastanza significativo:

“Appare, pertanto, evidente il carattere ritorsivo della sospensione nei confronti di un sindacalista particolarmente impegnato, provvedimento che spiega una oggettiva efficacia intimidatoria nei confronti di tutti quei lavoratori che hanno intenzione di mettere in discussione l’operato del datore di lavoro e della dirigenza, di segnalare o chiedere chiarimenti su profili critici dell’organizzazione con particolare riferimento ai settori della sicurezza e della salute del lavoro, nonché di esprimere opinioni in un contesto pubblico che appartiene al libero esercizio dell’attività sindacale purché avvenga nel rispetto dei principi di continenza e di appropriatezza”.

Poche parole molto chiare quindi.

il presidio di ieri al Trivulzio

Per ironia del destino, proprio nella giornata di ieri, si è tenuto un presidio fuori dalla struttura in vista dello sciopero del 14 dicembre.

Si tratta di una delle tante iniziative di queste settimane per denunciare il disastro della sanità lombarda. Le tappe di quello che è stato un vero e proprio tour di contestazioni che ha messo il dito nella piaga sono state il San Raffaele, il San Paolo, il San Carlo e ieri il PAT.

Speriamo che la sentenza del Tribunale del Lavoro serva ad allentare la pressione sugli operatori sanitari rendendoli più liberi e sicuri nel denunciare le magagne di un sistema che, di fronte all’emergenza, è crollato.

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