Milano, 10 agosto 1944 – L’eccidio di piazzale Loreto

Oggi cadrà l’82° anniversario dell’eccidio di piazzale Loreto quando 15 antifascisti vennero fucilati dai fascisti della Legione Muti su ordine del comando tedesco e i loro corpi esposti sotto il torrido sole agostano per tutta la giornata come monito alla cittadinanza.

Anche quest’anno è prevista una giornata di commemorazioni che inizierà alle 9,30 alla lapide che ricorda le vittime delle massacro nazifascista e terminerà in serata con il consueto presidio musicale nel medesimo luogo.

Nell’agosto del 1944 la nostra città è sotto occupazione nazista da ormai quasi un anno.
Milano era già stata teatro degli scioperi del 1943 e del 1944, che erano costati la deportazione di moltissimi operai e di molte azioni partigiane tra la quali l’assalto all’aeroporto di Taliedo, l’eliminazione del Federale di Milano Aldo Rasega, l’assalto alla Casa del Fascio di Sesto San Giovanni e tante altre. La reazione nazista e fascista era stata dura con rastrellamenti e deportazioni di massa. Nel dicembre del ’43 tra l’Arena ed il Poligono di Milano erano stati fucilati 13 partigiani. Dopo un memento di stanca, dovuto anche ai durissimi colpi repressivi inflitti dai nazifascisti, il movimento partigiano milanese aveva rilanciato la lotta anche grazie all’arrivo in città di Giovanni Pesce, il Comandante Visone. Rilancio avvenuto in tutta l’Italia occupata anche grazie alla duplice notizia della liberazione di Roma e dello sbarco in Normandia. I mesi di luglio ed agosto avevano visto una recrudescenza repressiva con diverse fucilazioni di partigiani in città ed in provincia. Tra il 21 luglio e il 25 settembre 1944 i tedeschi lamentarono 624 caduti, 993 feriti e 872 dispersi a causa di attacchi della Resistenza che, a propria volta, ebbe nello stesso periodo 9.250 caduti.

Il 10 agosto su ordine del Comando della Sicurezza (SD) tedesca a Milano furono prelevati da San Vittore 15 partigiani. La loro fucilazione avvenne all’alba. I nazisti, al comando del capitano delle SS Theodor Saevecke, giustificarono la strage come risposta all’attentato contro un camion tedesco avvenuto in viale Abruzzi l’8 agosto 1944. Quell’attentato, mai rivendicato, non fece alcuna vittima tra i tedeschi.
Si trattò quindi di un’operazione di puro terrore poiché il famigerato Bando Kesselring (comandante delle truppe tedesche in Italia) prevedeva la fucilazione di 10 italiani per ogni soldato tedesco caduto.
I corpi, lasciati esposti per l’intera giornata ed insultati dai militi della Muti furono rimossi solo in serata.
Questo feroce episodio aumentò a dismisura l’odio ed il risentimento dei milanesi contro tedeschi e fascisti.

Questi i nomi dei 15:

-Gian Antonio Bravin, 36 anni
-Giulio Casiraghi, 44 anni
-Renzo del Riccio, 20 anni
-Andrea Esposito, 45 anni
-Domenico Fiorani, 31 anni
-Umberto Fogagnolo, 42 anni
-Tullio Galimberti, 21 anni
-Vittorio Gasparini, 31 anni
-Emidio Mastrodomenico, 21 anni
-Angelo Poletti, 32 anni
-Salvatore Principato, 51 anni
-Andrea Ragni, 22 anni
-Eraldo Soncini, 43 anni
-Libero Temolo, 37 anni
-Vitale Vertemati, 26 anni

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *