Minniti crea, Salvini costruisce, Lamorgese inaugura – 5.000 contro il Cpr a Milano

Nuova giornata di mobilitazione contro il Cpr di via Corelli la cui apertura è prevista a novembre.

Non era scontato. Non era scontato portare migliaia di persone in piazza contro il Cpr in un clima politico completamente cambiato rispetto a quest’estate.

Sì, perché quando il corteo NoCpr è stato lanciato a luglio, sulla poltrona di Ministro dell’Interno sedeva ancora Matteo Salvini, saldissimo e in piena ascesa.

Nessuno avrebbe potuto immaginare il suo colpo di calore agostano e tutto quello che ne è seguito.

Oggi al potere c’è il cosiddetto governo giallo-rosso guidato dall’inaffondabile Conte. E molti lo vedono come il governo del “sospiro di sollievo”.

In aggiunta a ciò il tema della (cosiddetta) invasione è passato in seconda pagina e gli italiani, in questo momento, sembrano molto più preoccupati del cambiamento climatico. Inoltre il leader della Lega gode di molta minore esposizione mediatica.

C’è un unico, gigantesco problema.

Le politiche sui migranti non sono cambiate né sono stati aboliti i due decreti che prendono il nome dall’ex-Ministro dell’Interno.

L’ineffabile Lamorgese, nuovo capo del Viminale ha annunciato proprio settimana scorsa che via Corelli aprirà. Probabilmente a novembre.

Per questo era importante ribadire che nel clima di sollievo (per molti, ma non per tutti) generale per il momentaneo appannarsi dell’astro Salvini, c’è ancora chi dice un chiaro e rotondo NO all’apertura del Cpr in città.

La manifestazione di oggi ha ricalcato il percorso del primo corteo NoCpr del dicembre scorso.

La giornata è stata caratterizzata da prese di parola continue per dimostrare la solidarietà verso i curdi, usati per la guerra a ISIS e poi gettati in pasto a Erdogan. E su questo tema, nei prossimi giorni, ci sarà da organizzarsi.

Il corteo è terminato sul “celebre” cavalcavia che porta a via Corelli che è stato completamente bloccato da migliaia di persone mentre alcuni attivisti srotolavano una gigantesca rete da cantiere con su appeso uno striscione con scritto: “Minniti crea, Salvini costruisce, Lamorgese inaugura”.

Si torna a casa con una terza giornata di mobilitazione che, ancora una volta, ha portato in piazza migliaia di persone, ma consapevoli che la battaglia sarà ancora lunga e difficile.

 

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