Pensavamo fosse un manifestante!

I poliziotti si giustificano.. Novità sul pestaggio del giornalista Origone durante gli scontri a Genova tra antifascisti e Polizia.

Nella giornata di ieri quattro poliziotti del Reparto Mobile coinvolti nel pestaggio del giornalista di Repubblica Stefano Origone durante gli scontri di una settimana fa a Genova tra antifascisti e Polizia si sono presentati spontaneamente in Procura accompagnati dai loro avvocati per rilasciare dichiarazioni spontanee.

Due dei quattro avrebbero ammesso di aver colpito il giornalista a terra indifeso rompendogli due dita e due costole.

Sembra che la Procura stia cercando altri due agenti responsabili del pestaggio.

Pare (secondo alcune fonti giornalistiche) che la giustificazione utilizzata per spiegare il pestaggio sia stata che il giornalista era stato scambiato per un manifestante! Del resto, in qualche modo, è la tesi semi-ufficiale che è stata utilizzata sin dalle prime ore dopo i fatti.

E del resto, da parte della Procura di Genova, è tutto un complimentarsi per il senso di responsabilità e professionalità dimostrato dalle Forze dell’Ordine ripetendo come un mantra che i tempi del G8 sono lontani…

In fondo, è la posizione istituzionale, gli uomini del Reparto Mobile erano impegnati in un pericoloso servizio di ordine pubblico e sottoposti a una dura pressione e attacchi continui da parte dei cattivi antifascisti.

Magari se non si fosse autorizzato il comizio all’aperto di meno di 30 neofascisti di CasaPound facendolo svolgere al chiuso schierando un gigantesco apparato di sicurezza che gli garantisse l’agibilità della piazza dalla giusta rabbia di più di 2.000 manifestanti tutto questo non sarebbe successo.

E del resto, il messaggio che viene legittimato è che se uno è un manifestante in qualche modo è normale che se bloccato durante degli scontri di piazza venga un po’ “frullato”.

Noi sappiamo che i tempi del G8 non sono così lontani e abbiamo deciso di condividere una piccola galleria degli orrori dei pestaggi polizieschi degli ultimi anni partendo proprio dal luglio 2001 consapevoli di averne sicuramente dimenticati alcuni.


 


 


 


 


 


 


 


 



 

 

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