Sul Blu, sul Verde e sul Rosso, un racconto dalla Barona solidale

BaronaOltre alla Storia, quella fatta di leggi liberticide di questo o quel governo, fatta di grandi palazzi di vetro in maestose zone di Milano, grossi investimenti falliti in prodotti derivati, esiste una Storia più vera, dove le contraddizioni escono alla luce che prende vita in quei luoghi dove non si decide ma si subisce, quotidianamente, le decisioni prese “per la ripresa, la crescita, l’economia, …” Alcuni di questi luoghi sono i quartieri, territori dove le amministrazioni e lo Stato ammassano le persone, ma soprattutto le proprie contraddizioni, sperando in qualche modo che tutto fili liscio.

Blu e verde, i colori dell’emergenza oggi, in Barona e non solo. Il verde dell’Aler, che di mattina bussa alla tua porta per consegnare avvisi di sgombero o di sfratto, di messa all’asta del tuo monolocale, o senza avvisi, entra scavalcando dal tuo balcone o sfondando la tua porta; il verde della Lega Nord, che diffonde razzismo e divisione, dai social alla televisione, fomenta odio verso chiunque non sia il sé medesimo, laddove andrebbe praticata la solidarietà come dispositivo di sopravvivenza. E ovviamente il blu onnipresente, sotto forma di luci, divise, veicoli; l’utilizzo di Forze dell’Ordine è all’ordine del giorno.

Questo campanello sta suonando da tempo.

Ed è questo campanello che ha portato diversi abitanti e solidali a coordinarsi in comitato per costruire e provare a diffondere solidarietà nel vasto quartiere della Barona, una sfida quotidiana alla logica dell’emergenza, che nasce dai buchi di bilancio dell’Azienda Lombarda Edilizia Residenziale (ora in parte ereditati da Metropolitane Milanesi) e ora è nella sua forma più meschina: benzina per camionette.

Lo stato di abbandono del quartiere da parte delle istituzioni è entrato ormai in tutti i cortili: la manutenzione è pressoché inesistente, si registrano furti in pieno giorno e pure gli atti di vandalismo non fanno che accelerare ciò che comunque il tempo corrode.

12049284_1642569879363894_2810110907547558508_nEd è per questo che che, diverse associazioni del quartiere, con il supporto del Comitato Autonomo di Abitanti di Barona, hanno dato vita ad una festa nel cortile di via Ovada 1, aperta a tutto il vicinato, con canti, musica popolare, merenda per bambini e giochi; mentre con gli adulti si è parlato dei problemi del quartiere cercando un riflessione su come riempire il vuoto lasciato, tutto a discapito degli abitanti stessi. In linea con le esigenze di stabilire rapporti sociali basati sulla solidarietà, come CAAB abbiamo proseguito i lavori di ristrutturazione delle panchine, distrutte poiché lasciate a loro stesse, simbolo in piccolo di ciò che avviene in grande: l’abbandono crea indifferenza, frammentazione, individualismo.

Il rosso, nasce in situazioni come questa, quando si sviluppa la consapevolezza, in un cortile o in un quartiere, che la soluzione non è né l’attesa né l’indifferenza, ma la costruzione di percorsi collettivi
solidali, inclusivi, nell’istante in cui è chiaro che il vicino non è un nemico da abbattere, ma un possibile alleato nell’affermazione del proprio diritto ad un’esistenza dignitosa.

Esistenza che non solo è disinteressante per gli organi amministrativi e le istituzioni, ma molto spesso compromessa e combattuta, come possiamo vedere dai pochi esempi qui sotto riportati:

Camionette, volanti, arrivano di volata, in massa: stanno sgomberando G. G. e sua moglie M. hanno una bambina piccola, 4 anni. Fanno parte di quelle innumerevoli persone che occupano da qualche anno, non sono occupanti storici, sono occupanti della nuova era, l’era della crisi. Pagano le bollette, regolarmente. Finiscono in strada. Le casa-famiglia non sono una soluzione, dividono il nucleo familiare, dividono la famiglia dai loro parenti e amici. Rioccupano e subiscono un ulteriore sgombero, nel giro di due settimane. Ma tanto è inutile, senza luce e gas attaccati, con la bambina qui non si può stare.

R., in lista d’attesa per l’assegnazione di una casa, sgomberata con ingenti forze di polizia, vive con la sua bambina, per convincerla a lasciar entrare i fabbri, promettono una soluzione operativa entro due settimane, sfruttano la presenza dei parenti all’esterno per fare pressione su di lei, che è determinata a resistere. Entro poche ore R. apre alla sorella, polizia e ispettori Aler si infilano in casa.

B., padre di famiglia, ha perso la sua abitazione precedente, non sa dove sbattere la testa. Vive in macchina con la moglie e la figlia, molto piccola. Se non trovano una soluzione, andranno a vivere in una baracca che stanno costruendo nell’hinterland milanese, e come molte famiglie, non faranno certo rumore, non finiranno su un giornale.

M., ancora ragazza, madre di due figlie piccole, vive con la sorella, che ha seri problemi di salute legati a una malattia degenerativa. Viveva da poco più di un anno in una casa occupata per evidente stato di necessità. La risposta alle sue esigenze è stato, come si può immaginare, lo sgombero.

Sono tanti, troppi i racconti nei quali i colori sono sbagliati, invertiti, i colori di una Monarchia, non di una Repubblica. Verde e Blu sono i colori della realtà e di ciò che essi vorrebbero farci credere eterno, immutabile.
Ma la storia del colore Rosso è lunga. Nasce in quegli stessi territori che nella Storia passata, sollevando gli stracci, rossi, li presentarono ai Luigi XVI di turno.

Nils

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