Dall’assemblea nazionale studentesca all’ex-Rizzoli verso il 30 Aprile

11150508_702161179892382_3791767784562541100_nL’11 Aprile durante l’occupazione temporanea dell’ex istituto Rizzoli di Milano si è tenuta un’assemblea nazionale studentesca per condividere e confrontare le analisi sul modello socio-economico imposto da Expo e organizzare la mobilitazione del 30 Aprile.

Quel giorno la nuova generazione scenderà in piazza in opposizione al grande evento e attraverserà le strade di Milano. Una città che da molto tempo non risponde più alle esigenze dei cittadini. Situazione peggiorata ulteriormente dopo l’avvento di Expo.

Il corteo del 30 Aprile vuole mettere in campo il dissenso della nostra generazione per le ingiustizie che subisce quotidianamente esponendo quello che è il nostro modello di vita, società, socialità e lavoro.
Expo infatti, rappresenta il peggio del modello capitalista che va combattuto in tutte le città italiane e europee.

Il lavoro gratuito, la trasformazione in città-vetrina che le metropoli stanno subendo e la conseguente gentrification, l’aumento del controllo, lo sfruttamento e lo stupro dei territori, le multinazionali utilizzate come sponsor e il problema della casa sono questioni che riguardano diverse aree del paese. Da qui sorge l’esigenza dell’intrecciarsi delle lotte territoriali per un reciproco arricchimento e rafforzamento.

L’obbiettivo della rete Studenti Contro Expo è quello di attraversare tutti i percorsi politici rivolgendosi al maggior numero possibile di realtà studentesche.
Il corteo del 30 Aprile deve essere un momento in cui esporre tutte le tematiche che coinvolgono i giovani e le giovani della nostra generazione con particolare attenzione al mondo della formazione sempre più svalutato.

Le campagne “io non lavoro gratis per Expo” e “io non studio per Expo” stanno attraversando i luoghi del sapere: scuole ed atenei. Entrambe mirano a tagliare uno dei tanti tentacoli della famosa“piovra” con cui rappresentiamo il grande evento.

Quello che vogliamo recidere è il tentacolo dello sfruttamento del lavoro giovanile.

La campagna contro il lavoro gratuito ha riscontrato una massiccia adesione da parte degli studenti e un interesse mediatico non indifferente. Grazie alla essa un pezzo della nostra generazione potrà scendere in piazza consapevole del fatto che il lavoro è un diritto ed in quanto tale deve essere retribuito. Volontariato inoltre, non è sicuramente lavorare per grandi aziende che lucrano sulla nostra mano d’opera…

Tutte le città sono invitate a portare la campagna nei loro territori.
La proposta è quella di creare spezzoni caratterizzati per tematiche di lotta.
Nello scendere in piazza contro il modello Expo dobbiamo essere capaci di far emergere anche le nostre proposte ed idee.
Tutti in piazza il 30 Aprile!

Studenti contro Expo

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